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21 Maggio Devis
trabiccolo

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24 Aprile Devis
el campesino

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06 Dicembre Devis
benji

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24 Novembre Devis
into the wild

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05 Novembre Devis
dolce riposo

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15 Ottobre Devis
nel campo di mais

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06 Settembre Devis
sorgo

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Il termine "ecovillaggio" e l'immaginario collettivo

Da tempo rifletto sulle reazioni suscitate nell’immaginario comune dal termine “ecovillaggio”.
Vorrei aprire qui una piccola riflessione su cosa questo termine comporta iniziando dalla definizione data dallo stesso GEN (Global Ecovillage Network) a Snyder nel 1999:
"Gli ecovillaggi sono piccole comunità rurali o urbane che integrano una struttura sociale basata sulla solidarietà con attività pratiche legate alla progettazione ecologica”

Molte persone che sono venute in contatto con Pecora Nera mi hanno trasmesso la sensazione che chi si avvicina al mondo degli ecovillaggi si trovi in difficoltà nell’intraprendere la sua iniziativa proprio per il difficile confronto tra i propri mezzi e l’obiettivo finale cui si aspira.
Ecovillaggio è sinonimo di un gruppo consolidato (una decina di membri), di case isolate nel cuore della campagna, di abilità e organizzazione atte di soddisfare gran parte dei bisogni primari.
Di fronte a questa percezione molti si trovano in difficoltà perchè per approdare ad un risultato del genere richiede grande forza interiore, la condivisione con altre persone e mezzi economici che non tutti possiedono.
Ed allora come si definisce una famiglia che coltiva un appezzamento di qualche centinaio di metri quadri soddisfando buona parte del proprio fabbisogno alimentare, che si è dotata di pannelli solari temici e fotovoltaici e più in generale è sensibile a iniziative socio-ambientali?
Non rientra di certo nella percezione comune di ecovillaggio, ma è sicuramente un’iniziativa di rilievo che può diventare una proposta concreta per molte altre persone.

C’è bisogno in un termine per definire quello che sta fra la società e gli ecovillaggi, un termine che definisca un gruppo o un singolo che si impegnano a coltivare la terra, ad utilizzare energie rinnovabili per ridurre la propria “impronta ecologica” e a sensibilizzare la collettività sulle tematiche socio-ambientali.
Un termine che funga da ponte e che porti agli ecovillaggi ma non solo. Un termine che, a mio avviso, consenta a molte altre persone di avvicinarsi a questo mondo.

E’ aperta la discussione, pubblicherò sul blog gli aggiornamenti sulla mia proposta. Per condividere le vostre opinioni scrivete a devis@progettopecoranera.it e mi curerò di pubblicarle nella sezione dedicata.
Devis

PECORA NERA E' un progetto per coltivare la terra insieme, collaborando con la natura e dividendo equamente il frutto del lavoro comune. Attualmente coltiviamo terreni per circa mezzo ettaro e la nostra direzione è raggiungere l'autosufficenza alimentare, così da ridurre la nostra impronta ecologica sul pianeta. Vogliamo coinvolgere altre persone nel nostro progetto, a diversi livelli di partecipazione, secondo le possibilità di ognuno.

ULTIME NEWS DAL PROGETTO

25 Agosto (l'orto) Devis

privilegi dell'esser contadini

tra i privilegi di esser contadini c'è sicuramente la possibilità di mangiarsi una bella pannocchia fresca (detta anche da latte) bollita o in padella. Per intenderci, quello che al supermercato è venduto come mais dolce in scatolette di latta e sospetti liquidi conservanti. Il concetto è lo stesso, la sostanza è altra cosa.

purtroppo siamo stupidi contadini che crescono il mais senza concimi azotati e diserbanti; compensa la nostra fatica il pensiero del povero agricoltore di pianura che se mai avesse l'idea di mangiarsi una delle sue belle spighe ibride si condannerebbe certamente all'avvelenamento.

grande piacere si prova anche quando, mentre si sta in cucina, manca una cipolla per il soffritto o due pomodori da fare insalata; è bello scoprire che il cibo fresco ed ancora vivo dista dieci (10) passi dalla nostra tavola.

se mai farò altro nella vita che il contadino, la cosa che più mi mancherà sarà sapere con certezza com'è stato cresciuto ciò di cui mi alimento. Coltivare un orto da se e portarlo in tavola è una cosa tanto personale che anche l'uomo più ricco del mondo dovrebbe per forza farlo da se.

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19 Agosto (l'orto) Devis

cavolo-verza VS market-power

il mio approccio all'agricoltura è cambiato molto in questi anni.
Quando iniziai avevo solo un piccolo orto ma sognavo di possedere un grande trattore (metafora di virilità agreste, ne sono vittima tutti i contadini maschi).
Scampato alla tentazione di diventare schiavo delle politiche agricole comunitarie, fui posseduto dalla febbre di riprodurre e coltivare tutte le piante edibili del pianeta.
Infine detti sfogo, fino alla scorsa primavera, all'insano desiderio di arare e seminare l'intero arco alpino italiano. Usavo le mappe del catasto comunale come planisferi per i carri armati del Risiko.

stamane ho percepito di lavorare finalmente con intelligenza. I bancali dai quali ho raccolto le patate sono ricoperti di uno spesso strato di pacciamatura di fieno. Sono arrivato ai piedi del grande campo con un plateau di piantine di cavolo-verza. Allargando qua e la lo strato coprente ho scavato la terra con le mani per trapiantarvi i panetti. Per la prima volta sento che la mia terra è protetta e la sua fertilità si manterrà intatta nel tempo.

alla radio un “fine” economista asseriva che non c'è da preoccuparsi per il peak oil e le questioni ambientali, il mercato troverà automaticamente una soluzione a tutti i problemi. Beata sicurezza. Nel frattempo ho innaffiato le piccole piantine appena trapiantate, io che non mi fido del mercato punto sulle verze che crescono d'autunno, sono un'ottima fonte di vitamine e minerali e si conservano sotto la neve.

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18 Agosto (varie) Devis

Il diario di Pecora Nera

purtroppo, per com'è strutturato questo blog, sono consultabili solo gli interventi degli ultimi mesi. Dato che ho dimenticato tutto quel che sapevo sul sito che ho costruito due anni fa e tutte le mie conoscenze di informatica, provo a mettere una pezza a questa mancanza.

sulla colonna di sinistra, alla voce "Il diario di Pecora Nera", una raccolta di tutto il blog fin qui partorito. Aggiornato ai primi di agosto, in formato PDF scaricabile. Anche qui il link.

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14 Agosto (l'orto) Devis

patate, pasta bianca o rossa?

le patate a pasta bianca (varietà Kennebec) sono più produttive ma mal digeriscono i terreni pesanti della piana di Raveo, una parte significativa del raccolto è inutilizzabile perchè attaccato dal marciume o invendibile, perchè traforato da qualche insetto.
Le patate a pasta rossa (varietà Desiree) hanno pezzatura abbastanza costante (ne troppo grandi, ne troppo piccole), raramente sono vittima del marciume e sembrano meno gradite agli sciacalli a sei zampe.

la patata marcia emette un puzzo terribile, nella mia esperienza di contadino, quest'odore nauseabondo è secondo solo ai resti della macellazione di un pollo che una volta dimenticai in un secchio sotto al sole e alle zucche che ammuffiscono ai primi di gennaio.
Io coltiverei solo patate rosse ma la clientela paesana non le gradisce ed insiste per avere quelle bianche. Dice una signora: “quelle rosse sono più dure e sono buone solo per fare gli gnocchi”.

sicuramente ha ragione, in ogni caso, io faccio bollire queste patate e le altre e quando sono nel piatto non discrimino di che razza sono.
Perchè? Perchè oltre a sale ed olio, non tutti i giorni, di tanto in tanto, riesco a procurarmi un ingrediente segreto.
Per reperirlo serve almeno una mattinata di duro lavoro. Non lo si raccoglie da una pianta ne lo si trasporta in un cesto. Si consuma in fretta dopo qualche boccone. Si chiama fame

Ecco, io penso che se avessimo più fame potremmo consumare con gusto il più semplice dei cibi e soprattutto non arrabbatarci in complicate maratone culinarie. Consiglierei anche ai grandi cuochi di prescrivere ai loro clienti l'ingrediente di una bella passeggiata in montagna prima di sedersi a tavola, sicuramente dopo una bella faticata troverebbero eccezionale anche una patata rossa neppure condita.

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05 Agosto (varie) Devis

aaa contadini cercasi...

la prima metà del mese di settembre, da lunedì 31 agosto domenica 13, vorrei replicare la bellissima esperienza primaverile di ospitalità in cambio di lavoro.

una mattinata a raccogliere patate e pacciamare il terreno, un pomeriggio libero per camminare, leggere o semplicemente oziare all'ultimo sole estivo. Un soggiorno di almeno cinque giorni per motivi organizzativi ma anche per conoscerci meglio.
Sistemazione in letti veri e pasti a base di polenta e fagioli.

chi fosse interessato scriva una mail a info@progettopecoranera.it. Proveremo a far coincidere l'arrivo di più di una persona per lavorare e mangiare sempre in compagnia.

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04 Agosto (varie) Devis

(vivere con) cento euro al mese...

è un attentato alla crescita del PIL, lo so,
ma negli otto mesi di questo esperimento di vita frugale le buone abitudini si sono sedimentate, un passo alla volta, due avanti e uno indietro, la meta è più vicina.

alla dote di partenza (una casetta di legno, un pannello solare per l'energia elettrica, la legna del bosco per riscaldarmi e il vizio della sigaretta abbandonato da tempo), sto affinando uno stile di vita a basso impatto ambientale ma anche low-cost.

settembre potrebbe essere il primo mese a cento euro, traguardo cui mi sto avvicinando limando le ultime spese superflue:
  • venticinque euro per sali, oli, zuccheri, qualche alimento ad integrazione della mia dieta (pasta, riso, fette biscottate, marmellata, frutta) e i prodotti per la casa
  • quaranta euro (ahimè, la spesa più grossa) per foraggiare una moderata vita sociale
  • quindici euro tra cellulare ed internet (in condivisione)
  • venti euro per la bicicletta (che si è trasformata anche nel mio sport preferito) e qualche biglietto della corriera

a seguito di questa lista della spesa considero anche le imponderabili spese extra che per semplicità stimo su scala annuale. Una somma di seicento euro dovrebbe far fronte a: lavori in casa, malaugurati guasti della bicicletta o del computer, il minimo sindacale per il vestiario civile, qualche libro che non è reperibile alla biblioteca e qualche cedimento della buona condotta...

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