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26 Agosto Devis
natura matrigna

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21 Maggio Devis
trabiccolo

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24 Aprile Devis
el campesino

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06 Dicembre Devis
benji

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24 Novembre Devis
into the wild

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05 Novembre Devis
dolce riposo

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15 Ottobre Devis
nel campo di mais

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Il termine "ecovillaggio" e l'immaginario collettivo

Da tempo rifletto sulle reazioni suscitate nell’immaginario comune dal termine “ecovillaggio”.
Vorrei aprire qui una piccola riflessione su cosa questo termine comporta iniziando dalla definizione data dallo stesso GEN (Global Ecovillage Network) a Snyder nel 1999:
"Gli ecovillaggi sono piccole comunità rurali o urbane che integrano una struttura sociale basata sulla solidarietà con attività pratiche legate alla progettazione ecologica”

Molte persone che sono venute in contatto con Pecora Nera mi hanno trasmesso la sensazione che chi si avvicina al mondo degli ecovillaggi si trovi in difficoltà nell’intraprendere la sua iniziativa proprio per il difficile confronto tra i propri mezzi e l’obiettivo finale cui si aspira.
Ecovillaggio è sinonimo di un gruppo consolidato (una decina di membri), di case isolate nel cuore della campagna, di abilità e organizzazione atte di soddisfare gran parte dei bisogni primari.
Di fronte a questa percezione molti si trovano in difficoltà perchè per approdare ad un risultato del genere richiede grande forza interiore, la condivisione con altre persone e mezzi economici che non tutti possiedono.
Ed allora come si definisce una famiglia che coltiva un appezzamento di qualche centinaio di metri quadri soddisfando buona parte del proprio fabbisogno alimentare, che si è dotata di pannelli solari temici e fotovoltaici e più in generale è sensibile a iniziative socio-ambientali?
Non rientra di certo nella percezione comune di ecovillaggio, ma è sicuramente un’iniziativa di rilievo che può diventare una proposta concreta per molte altre persone.

C’è bisogno in un termine per definire quello che sta fra la società e gli ecovillaggi, un termine che definisca un gruppo o un singolo che si impegnano a coltivare la terra, ad utilizzare energie rinnovabili per ridurre la propria “impronta ecologica” e a sensibilizzare la collettività sulle tematiche socio-ambientali.
Un termine che funga da ponte e che porti agli ecovillaggi ma non solo. Un termine che, a mio avviso, consenta a molte altre persone di avvicinarsi a questo mondo.

E’ aperta la discussione, pubblicherò sul blog gli aggiornamenti sulla mia proposta. Per condividere le vostre opinioni scrivete a devis@progettopecoranera.it e mi curerò di pubblicarle nella sezione dedicata.
Devis

PECORA NERA E' un progetto per coltivare la terra insieme, collaborando con la natura e dividendo equamente il frutto del lavoro comune. Attualmente coltiviamo terreni per circa mezzo ettaro e la nostra direzione è raggiungere l'autosufficenza alimentare, così da ridurre la nostra impronta ecologica sul pianeta. Vogliamo coinvolgere altre persone nel nostro progetto, a diversi livelli di partecipazione, secondo le possibilità di ognuno.

Notizie archiviate nella categoria: Ciò non rientra nelle altre categorie

06 Settembre Devis

convivialità?

un inaspettato assaggio d'autunno ha sottolineato la partenza di Giovanni e Claudia, da allora sono rimasto immerso in un'atmosfera plumbea che annulla lo scorrere del tempo. Vago tra le aiuole con movimenti silenziosi che mi rendono invisibile mentre digerisco sensazioni ancora fresche.
Quali sensazioni? quelle del mese appena trascorso, uno dei più intensi che la mia memoria pecoraneriana possa ricordare. Una frustata di entusiasmo ad un vecchio zoppo che trascinava stancamente il carretto.

la scossa di prima mattina quando, con la voce ancora impastata, farfugliavo un buongiorno all'elettrizzata Claudia, sveglia da almeno due ore. Pronti via, al lavoro nei campi, tra macchie di trifoglio, giornali da stendere con perizia geometrica, biete da raccogliere, pomodori da elargire e quant'altro necessiti la cura della campagna. Ed ancora, bagni al torrente ed epiche pedalate, consegnavano alla notte corpi sopraffatti dalla tanta, troppa vita, inerti ed immersi in un sonno profondissimo.

gli argomenti più gettonati e di pari importanza sono stati due: cosa mangiare per pranzo e come organizzare la futura comunità percoraneriana.
Futuro? Comunità? Si, certo perchè pare proprio che i valorosi, che trovate nella sezione “chi siamo”, non vogliano attendere oltre. La provvidenza ce li dovrebbe consegnare all'inizio della prossima primavera.
Energia, dicevo. Un'energia folle come i protagonisti di questa storia. La pacatezza di Giovanni potrebbe aver ingannato qualche ospite ma non un osservatore attento come Luca.

torno al cielo plumbeo che mi sovrasta mentre digerisco gli eventi. Da dove viene e dov'è diretta tanta gioia? Convivialità suggerisce Ivan Illich, in un libro arrivato, non a caso lo so, dall'amico Diego. La gioia di condividere strumenti e capacità per un obiettivo comune, il ritrovato senso di appartenenza ad un gruppo, l'ebrezza di legare il proprio destino a quello di altri. Uno scavo archeologico per ritrovare un recente passato.


30 Agosto Devis

accoglienza settembrina

propongo un nuovo termine per sostituire il troppo commerciale “ospite” e l'anglofono “wwoof” (che sembra l'onomatopea dell'abbaiare d'un cane).
le persone che passano di qua non sono pellegrini, perchè il pellegrino conosce origine e meta del suo viaggio, il Viandante che arriva a pecora nera non sa neppure da dov'è partito, spesso non si rende conto di essere in viaggio, certamente non ha conosce la sua meta.

per tutti coloro che mi hanno scritto, senza ricevere una risposta immediata, coerente o intelleggibile, a causa di questo intenso mese appena trascorso:

dal 6 al 19 settembre porte aperte, come sempre del resto, per chi volesse fare una scappata a pecora nera, in attesa di fughe più premeditate e durature!
Ben accette visite giornaliere, visite del weekend e volontari per lavoro coatto nei campi per una settimana circa. Preferibilmente cercherò di sintonizzare più di un viandante alla volta per incrociare qualche destino. L'indirizzo è il solito info@progettopecoranera.it.


16 Giugno Devis

la testa vuota del montanaro

ora, se voi interrogate un montanaro a proposito della sua spiritualità egli vi risponderà con un grugnito. E voi penserete di aver riposto male la vostra speranza di ottenere qualche perla di saggezza.
Potreste pure pensare che la sua testa è vuota, ed in effetti potrebbe esserlo da un certo punto di vista, e forse questo è un valore.

io, che sono a metà tra voi e lui provo a mediare ed articolare una risposta. Parlo per il montanaro ma le stesse parole varrebbero in presenza d'un contadino, d'un pescatore, d'un pastore... di tutti quei mestieri che hanno a che fare con la Terra, quella sferica con la T maiuscola, di tutti quei mestieri che non si svolgono all'ombra di un muro di cinta, di tutti quei mestieri che hanno a che fare con le cose vive e nelle cose vive includo anche il nembo e la pietra che rotola.

tornando al grugnito, questo potrebbe essere scambiato per un suono disarticolato che esprime disagio e confusione. Aspettandovi una perla di saggezza, con la testa piena di altre perle, potreste benissimo risalire in auto puntando il fondo della vallata.

il fatto è che il povero montanaro non ha una spiritualità fatta di parole, come quella che viene distribuita a piene mani agli ansiosi e profumati individui.
Volete libri? Dvd? Orazioni? Preghiere? Forumle? Niente da fare, così non caverete un ragno dal buco. Quel che ha da offrirvi non è una foto a colori del panorama che si vede da lassù ma un buon consiglio sul sentiero ed i pericoli che vi attendono. Potrebbe anche offrirsi di accompagnarvi se non fosse già molto avanti a voi.
il montanaro non filosofeggia pensando e non prega meditando. Il suo mantra quotidiano è il gesto, il nudo vivere spogliato da qualsiasi formula mediatrice. Il montanaro trova la sua spiritualità nelle necessità immutabili del corpo; nello scampato pericolo, nell'ultimo inverno che s'è messo alle spalle, nelle nubi foriere di tempesta, nella fiamma che illumina la notte, nelle orme degli animali che si nascondo, nell'acqua gelida del torrente, nel pasto ristoratore ed infine, nell'incontro di un amico lungo il sentiero solitario.

allora, anziché puntare l'auto dritta a valle potreste mettervi a praticare tutte queste attività ed alla fine accorgervi di non aver fatto neppure mezzo passo nella direzione voluta. Forse perchè siete, anzi siamo, anzi ci consideriamo, degli individui su questa terra mentre il montanaro è un essere di questo Pianeta


08 Giugno Devis

il montanaro

penso ci sia un filo sottile che lega tutti i popoli del mondo che abitano in prossimità di una cima innevata.
Poter scrutare la valle da uno sperone roccioso, vivere il tormento degli elementi che scuotono l'anima, conoscere la solitudine che mette nel cuore una lunga nevicata... tutte queste esperienze generano una condizione spirituale unica.

la gente di montagna mette al primo posto la Verità, in un ambiente spesso ostile non aderire alla realtà può costare caro, la vita di un montanaro sarà sempre raccontata nel rispetto degli eventi accaduti, a costo di sembrare povera.
Forse per questo la grande storia è fiorita lungo placidi fiumi di pianura o in grembo al mare.

il montanaro è ritroso alle ricchezze fittizie, dopo un magro raccolto una moneta rimane indigesta come sempre.
Il montanaro si rifiuta spesso di trattare un affare a priori, non è ottuso, semplicemente, con lui, non valgono le regole del buon mercato, se ha già da vivere degnamente non c'è affare per cui valga la pena affannarsi.

il montanaro è testardo e retrogrado, ma non fategliene una colpa. Le dure condizioni della sua esistenza lo rendono più vicino alla pietra e al legno che agli abiti civili. Non aspettatevi da lui un gesto cortese ma piuttosto un aiuto vero quando ne avrete più bisogno.
Parasafrando Fukuoka, la montagna è piena di filosofi che non filosofeggiano.
E citando Mauro Corona, “Perché ti insegna, la montagna, che da una vetta non vai in nessun posto, puoi solo scendere. Quindi anche nella vita, ti fa capire, che chi raggiunge dei traguardi deve poi solo imparare a scendere da essi.”

conosco molti uomini, veri montanari, mi fa rabbia pensare che non si rendano conto di questa loro condizione privilegiata, della grande ricchezza che gli è stata donata da una vita semplice e vera. Spesso per questa inconsapevolezza il montanaro è stato corrotto dal mercante che favoleggia di mondi fantastici, altre volte si è difeso arroccandosi più per abitudine che per ragionamento.

mi piace comunque pensare che, grazie alla propria vita ad alta quota, il montanaro sia semplicemente un uomo un po' più lontanto dagli altri uomini e un po' più vicino a Dio.


07 Maggio Devis

diluvio universale

Cadde la pioggia sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti

(siamo solo al sesto ma sembra avere tutta l'intenzione di continuare)


05 Maggio Devis

domande retoriche ma salutari

qualche giorno fa si è seminato il mais, dal campo alla tavola, alle passeggiate, ai momenti di stanca, ho potuto cogliere un po' del sentimento di ognuno sul tempo che stiamo vivendo ed ho avuto conferma su una pronunciata dicotomia tra questi momenti da pecore nere e la realtà dichiarata tale.

alla nostra tavola s'è mangiata la polenta del nostro mais e molto altro, ma soprattutto la transizione, la decrescita o la nuova crescita sono sembrate essere già tra noi.
Che l'argomento fosse l'attentato geneticamente modificato alla libera agricoltura o una certa schizofrenia nel contemporaneo modo di produrre e consumare merci, ci siamo trovati inevitabilmente a scambiarci occhiate di complicità ed a annuire energicamente alle rispettive tesi.

il mio esercizio quotidiano di yin e yang è ascoltare la radio di confindustria (radio 24). Se la nostra tavolata domenicale rappresenta lo yang, lo yin è certamente impersonato da chi affida a piene mani la risoluzione delle nostre ansie civili ed ambientali, alla plutocrazia mercatista che ci ha imboccando fino al rigurgito.
Ovvero, se gli OGM sono un problema non riusciranno a stare “sul mercato”, ovvero, se la popolazione contiuerà a crescere la tecnica aumenterà la produttività agricola, ovvero, se l'era del petrolio è finita la ricerca scientifica ci regalerà una nuova fonte energetica più pulita e conveniente... ovvero, se c'è un problema l'uomo moderno, tramite il mercato e la tecnica, può risolverlo.
Siamo sul baratro di uno sconvolgimento climatico o il cambiamento climatico non si sta verificando, o il cambiamento non è determinato dall'uomo?

queste le domande, retoriche solo nella forma, che mi pongo per guardare con senso critico anche a pecora nera.
Alla nostra tavola sedevano persone un po' più sensibili e sagge o moderni uomini annoiati dai conforti contemporanei?
Ed ancora, stiamo aspettando che prossime sventure confermino il nostro modo di intendere le cose e che qualcuno ci dia una pacca sulla spalla?
Oppure agiamo per ciò che crediamo giusto e bello e siamo consapevoli di salvare noi stessi piuttosto che di salvare l'umanità?


25 Aprile Devis

selvatico (prima puntata?)

anche se qualcuno mi considera persona in sintonia con l'ambiente, io non mi sento molto addentro alle vicessitudini del pianeta Terra inteso come un organismo vivente.

sono un contadino di fondovalle, me ne sto sul dolce declivio dei miei campi e ammiro da lontano la nuda roccia delle montagne, non ne sono mai stato attratto , un po' per mancata tradizione familiare, un po' per la vertigine del vuoto che mi attanaglia se salgo solo qualche piolo di una scala.
Il contadino e l'allevatore di fondovalle sono placidi montanari che armeggiano con una Natura addomesticata, una patata raccolta dal campo non offre certo il brivido della radice scavata nel bosco, il porco sonnolento nel suo recinto è lontano parente dello scorbutico cinghiale nottambulo.

qui a Pecora Nera il confine tra il domestico ed il selvatico è labile, spesso le due realtà si fondono e confondono; come nel caso della semina primaverile quando, come da tradizione, orde di quadrupedi irriverenti minacciano le speranze di buon raccolto.
La notte è stellata ed io passeggio nei campi con l'orecchio teso, si sente qualcosa? Niente. Devono esser la sulla collinetta, mi staranno osservando, staranno sghignazzando, a modo loro. Di necessità virtù mi inerpico sulla collinetta che sovrasta i campi. Ancora nulla. Cerca di qua, ascolta di la, caspita, sono finito dentro al bosco, varcando quel confine immaginario che mai avevo oltrepassato nelle trascorse stagioni.
D'improvviso quattro occhi gialli fissi nell'oscurità, eccoli! Due caprioli accecati dalla mia torcia. Un attimo e gli occhi scompaiono seguiti dal tramestio di rami secchi spezzati. Ancora un attimo e poi si ode il rauco abbaiare delle due bestiole , si odono poi anche le terribili minacce che lancio nella notte calma.

è venuto il momento di tornare indietro. Nelle sere successive mi sono ritrovato sempre più addentro il folto del bosco ma senza l'animo pesante e timoroso di qualche tempo fa. Aspetto la sera con il proposito di osare sempre un po' di più nel selvatico.


08 Marzo Devis

un anziano viaggiatore...



ieri ho timbrato il chilometro numero duemila, mentre raggiungevo Agrigento. Oggi una giornata di pioggia mi ha provvidenzialmente fermato per consentirmi di visitare la magica Valle dei Templi.
Ma c'è di più, durante l'ultima pedalata ho capito che le emozioni iniziano ad esaurirsi ed il fuoco della sfida s'è spento. Sono partito da ragazzo incosciente ed ora mi sento un anziano viaggiatore con le tasche piene di ricordi. Sono partito alla ricerca di avventura e di estatica solitudine ciclistica, ora penso all'amicizia e alla compagnia che aspettano il mio ritorno.
Così riempio le borse facendo attenzione a non dimenticare nulla di queste tre settimane e studio i treni e le navi che mi riporteranno a casa.
la mappa fin qui


03 Marzo Devis

il viaggio - parte seconda

la discesa verso sud è completata, Porto Palo di Capo Passero, estremo meridionale della Sicilia. Qui la natura è in piena attività, scendendo lo stivale la primavera freme: dal grano della Puglia, agli agrumeti della Calabria, ai limoni della piana di Catania fino ai pomodori nelle serre di Pachino.

in questa settimana sono stato accompagnato dal sole e da temperature via via crescenti. Sono stati giorni sereni con momenti di vero stupore. Viaggiare in bicicletta, pedalando anche sette ore al giorno, da il tempo di scorrere il paesaggio lentamente, di vederlo sfumare poco alla volta da un quadro all'altro, di ricordare la luce, l'aria e i profumi di tutte le terre attraversate... perfino i volti delle persone cambiano con il passare dei giorni.

non ho imparato molto su monumenti o fatti storici, mea culpa non sono quel genere di turista diligente ma saprei raccontare in tutte le sfumature i panorami che hanno fatto da sfondo alle mie fatiche.

il luogo più a sud d'Italia, andavo ripetendo ieri sera. Che senso aveva tutto ciò? Al diavolo, mi son detto, mi bastava averlo vissuto questo viaggio. Seduto sul lungomare riassaporavo i freschi ricordi di questi pazzi giorni...


22 Febbraio Devis

il viaggio - parte prima

è stata una discesa sul filo del rasoio, novecentocinquanta chilometri in sei giorni e mezzo, in fuga dal maltempo del nord e trovando sempre una sistemazione provvidenziale per la notte. Ora mi trovo a Ruvo di Puglia (BA) dalla mia amica Anna, qui lascerò riposare un po’ quella povera bicicletta sporca di tutto quel che si può trovare su una strada.

stamattina mi sono svegliato e per un istante ho pensato a preparare le borse per ripartire, è stato un riflesso incondizionato dopo una settimana che mi è sembrata un'unica lunghissima giornata. La Puglia sta vivendo la primavera che la mia montagna conoscerà solo agli inizi di aprile, pazienza, vorrà dire che vivrò due primavere quest'anno. L'ultima nottata prima di arrivare qui l'ho passata in tenda in un uliveto sormontato da una pala eolica. In questi giorni ho messo da parte le immagini di tanti paesaggi italiani che purtroppo non si possono raccontare a parole.
Nei prossimi giorni consulterò gli oracoli metereologici e deciderò se, come e quando partire per un'altra fetta d'Italia. Qualche foto...


14 Febbraio Devis

pecoranera va in vacanza (o almeno spero)

eh si, anche le pecore nere vanno in vacanza come tutti, forse non proprio come tutti ma capita che per un periodo dell'anno siano assenti dal loro posto nel mondo.

non pago di aver cozzato contro la realtà della strada nella precedente esperienza, (qui un piccolo riassunto), eccomi nuovamente carico di aspettative e ingiustificato ottimismo. In questi mesi, tra un impegno e l'altro, ho infilato tante ore di bicicletta e momenti visionari. Negli utlimi giorni ho bollito nel brodo dell'attesa e domani, prima di lessarmi come una patata, parto. Vado prima che uno dei malanni che mi hanno tormentato nelle ultime due settimane torni a farsi vivo, malanni che mi hanno trasformato in un vecchio lagnoso ed ipocondriaco.
Nessun annuncio, niente prosopopea, parto e basta, e se e quando ne avrò l'occasione darò notizie di me.

una raccomandazione a tutti prima di partire: si avvicina la primavera ed è questo l'inizio vero di un nuovo anno; non lasciate passare ancora una volta l'equinozio del venti marzo senza avere qualche seme da passarvi tra le mani in vista di una prossima semina. Manca poco oramai, guardatevi attorno, ci sarà pure un fazzoletto di terra dimenticato dagli uomini dove iniziare la vostra propria rivoluzione? Altro che accordi di Kyoto e Copenaghen, ogni primavera dovremmo fare il conto delle persone che coltivano da se almeno una pianta di pomodoro per capire se siamo più o meno vicini alla fine (e anche più o meno saggi).


30 Gennaio Devis

prossima sgranatura mais

venerdì 5 e sabato 6 febbraio contiamo di completare il lavoro di sgranatura del mais, come descritto nell'intervento precedente.
Dato che, via mail, non riuscirei comunque ad avvisare tutte le persone che volevano passare a trovarci lo faccio dal sito.

il lavoro non è faticoso e si svolge nella serra, quindi con qualsiasi condizione climatica. Sarà più che altro un'occasione di passare qualche ora in compagnia e chiaccerare un pò. Per chi vuole fermarsi a dormire un sacco a pelo e un po' di coraggio per affrontare i freddi risvegli carnici saranno sufficenti. Contatti via mail come al solito all'indirizzo info@progettopecoranera.it .


23 Gennaio Devis

un autore sconosciuto

non ho scritto nelle ultime due settimane perchè... non avevo niente da dire.
il sole di gennaio ora batte forte e porta la promessa di una nuova primavera, una primavera lontana ma che riesco finalmente ad immaginare.
Negli ultimi giorni ho fatto nuovamente pellegrinaggio alla biblioteca in cerca di qualche autore che parlasse di Natura e di vita frugale, qualche scritto che potesse fornirmi nuovi elementi di vita vissuta e filosofia per comprendere meglio pecora nera.
In una curiosa antologia ho trovato pensieri e parole di un uomo vissuto qualche secolo fa. Scrissero di lui filosofi e studiosi, che raccolsero le sue memorie prima che venissero perdute con la sua morte, perchè quest'uomo non scrisse mai una parola in vita sua.

[egli] viveva nelle praterie, nelle montagne e nei deserti, ovunque potesse avere un cielo stellato come riparo per la notte. [egli] viveva libero ma fu definito selvaggio da gente che si credeva civile.
[egli] non pregava il Dio dei cristiani e, a quel tempo, ovvero qualche secolo fa, questo fatto gli provocò molte grane, inseguito com'era da predicatori di ogni sorta. [egli] non distingueva la materia dallo spirito e pregava con un occhio rivolto al Cielo e uno alla Madre Terra, tuttavia non bestemmiò mai il Dio dei cristiani.

ma questi predicatori, con il pretesto di riportarlo alla civiltà, davano la caccia alla sua immensa ricchezza. Può sembrare curioso ma [egli] possedeva mandrie sterminate che pascolava su una terra estesa oltre molti orizzonti. Ed era una terra generosa che alla bisogna si prestava ad essere coltivata con molte piante tra le più generose che c'erano a quei tempi sui continenti. Non di meno, nei suoi possedimenti, c'erano oro e argento in abbondanza, ma [egli] non si dette mai pena per possederli, cosicchè i predicatori ebbero un motivo in più per definirlo selvaggio.

più che il metallo prezioso, [egli] teneva in maggior considerazione, le grandi foreste e i fiumi che disegnavano la sua terra. Viveva una vita semplice e libera dall'ansia di accumulare ricchezza, nella giornata poche erano le ore dedicate al lavoro e spesso il lavoro e il tempo libero si confondevano in quella che era semplicemente vita. Dedicava molto tempo a contemplare la Natura e forse, arrivò a comprenderne il mistero, senza mai esprimerlo in parole o numeri, come facevano altri uomini del suo tempo.

[egli] non era un solitario, tutt'altro, amava vivere in gradi famiglie composte da cinquanta o forse cento persone. In verità le sue immense ricchezze appartenevano a tutta la famiglia. Con i fratelli non divideva le bestie, gli alberi o la terra per diritto di proprietà ma per necessità comune e, credetemi, non lesse mai Marx.
La convivenza in famiglia non poggiava su leggi ma su consuetudini, nessuno, lui meno di tutti, si dava pena per comandare. Quel poco che c'era da decidere lo decidevano gli anziani.

[egli] sopportava bene il freddo pur non avendo peli sul corpo, aveva denti bianchi e forti, era alto ma di raffinata costituzione, gli occhi neri e profondi.
[egli] un giorno conobbe delle curiose persone che avevano viaggiato molto per arrivare fino a lui. Erano persone con una strana luce negli occhi e senza pace nell'anima, li invitò presso la sua casa e offrì loro cibo e riparo. [egli] non poteva immaginare che quelle stesse persone lo avrebbero presto pugnalato alle spalle e scacciato come una bestia, e che avrebbero distrutto la sua terra selvaggia fondando una nazione chiamata America.


06 Gennaio Devis

un pomeriggio follemente lento

stamattina le nuvole color ghiaccio non promettevano nulla di buono. La lista dei lavori alla casa di legno si sta esaurendo, la canna fumaria modificata come lo scarico di un motorino ora tira fumo a meraviglia, il nuovo collegamento all'acquedotto mi consente di chiudere l'acqua in due semplici mosse evitando che geli la notte, la veranda è completata e la camera da letto isolata dal resto della casa mi regala due gradi di calore in più al risveglio.
Se i magazzini edili si degnassero di riaprire a festività concluse avrei acquistato anche il raccordo a T per completare il sistema di riscaldamento dell'acqua calda. Nel frattempo prendo a prestito ancora alcune docce a casa dei miei genitori.

il gelo mi costringe alla lettura e, ancora intontio dalle visioni dell'utlimo romanzo, nel pomeriggo mi sono messo in cammino alla volta della biblioteca. A piedi e in cerca di un libro da leggere. Due moderne follie. Mente percorrevo i dodici chilometri che separano casa mia dalla biblioteca pensavo a come, nell'intera Carnia, fossi a conoscenza di un solo un uomo famoso per i suoi peregrinaggi a piedi; un uomo noto come folle.

a destinazione ho rintracciato un libro di Mauro Corona, nella definizione che da di se stesso: alpinista, scultotore e scalatore. Per quel che ne so un eccentrico montanaro dedito al vino che non mi aveva mai convinto del tutto; qualche giorno fa l'ho sentito profetizzare in un'intervista televisiva: "solo la fame rende l'uomo ecologico" e "la vita è come una scultura, devi togliere per apprezzare, il di più ti nausea", è stato un colpo di fulmine. (qui il link).

sono salito sulla corriera verso casa affondando immediatamente nella lettura. Il pensiero fisso in mente che un pomeriggio così follemente “lento” se lo può concedere più facilmente un vagabondo che un affermato professionista.


18 Dicembre Devis

comunicazione di servizio

i venditori di pillole blu stanno assalendo la sezione commenti di questo blog. La mia carriera informatica è finita da tempo ed è al momento non ho ricordo alcuno di come maneggiare il sito. Sono solo riuscito a bloccare momentaneamente la possibilità di commentare le notizie.

al momento le mie attenzioni sono tutte per i lavori alla casa di legno, soprattutto per i dieci gradi sottozero di stamattina. Spero che l'attività di sopravvivere al gelo mi lasci una tregua per poter risolvere il problema...


20 Novembre Devis

quattro domande su Ernesto, e altre ancora...

dal libro dei fratelli Roiter leggo che Ernesto gestiva una rigorosa alimentazione autarchica basata su coltivazioni proprie della tradizione contadina da cui proveniva.
Si nutriva di: mais, fagiolo, patata, cavolo-verza, noci, ciliegie, more, mele amoer (una bacca selvatica).
Era, se volgiamo definirlo, vegano. Come, un contadino della campagna veneta di quarant'anni fa, ha deciso di non contare sugli animali? Sicuramente non per questioni filosofiche. E' stata allora una scelta dettata dalle circostanze? O il semplice ragionamento che allevare animali richiede tempo, fatica e strutture che non compensano il risultato ottenuto?

come ha fatto a sopravvivere fino a settantotto anni con una dieta dalla base così ristretta? Come ha fatto, senza l'apporto di alimenti di origine animale, a mantenere la forza, anche in età da pensione, di coltivare tutto il necessario al proprio sostentamento? Era un uomo di ferro o semplicemente un Uomo? Faticando nei campi ci si consuma più che su una sedia d'ufficio? Sicuramente è stata un'esperienza fortunata, nel senso che probabilemente non ha dovuto affrontare gravi malattie, ma in parte mette in discussione ciò che crediamo sia indispensabile per una vita sana e sufficentemente lunga.

i batteri, i batteri! Per Dio come è sfuggito ai batteri senza detersivi, gel, saponi, alcol, disinfettanti, igienizzanti e salviettine? Una mano che ha lavorato la terra è sporca? La terra è sporca? Certo, ci sono delle cose per cui vale la pena lavarsi le mani ma nel podere di Ernesto queste cose non erano veramente poche.

perchè ha lasciato intatta la creanza (la semente per l'anno successivo) anche quando, a seguito della grave siccità dell'estate 2003, le scorte alimentari di cui disponeva si erano esaurite? C'era dunque una filosofia alla base di tutto il suo stile di vita?

e altre domande ancora: a cosa diavolo pensava tutto il santo giorno? come faceva a mangiare la polenta senza sale (è orribile)? mangiava le noci perchè conosceva il loro apporto essenziale di grassi o per caso? chi sono quei parenti scriteriati che hanno lasciato la creanza in balia delle farfalle (sicuramente si trattava di una varietà di mais autoctona coltivata per decenni da mani esperte)?


21 Ottobre Devis

eco villaggio?

pecora nera sarà mai un ecovillaggio, nel senso comunitario del termine? Spazi abitativi comuni, organizzazione del lavoro e condivisione delle risorse economiche?

anni fa, quando trascorsi un periodo alla Comune di Bagnaia, ero convinto che la comunità fosse il naturale sbocco di qualsiasi progetto di ecovillaggio.
Oggi, precisato che la necessità di dare una risposta a questa domanda non si è ancora presentata, il mio orientamento è cambiato.
Non credo di essere pronto a vivere in comune ed in comunità, perchè cresciuto in una società profondamente individualista. Sono convinto che la maggioranza delle persone non sia pronta ad un cambiamento tanto radicale.

Se guardo al futuro vedo piuttosto piccoli nuclei uniti dai legami più vari (famigliari, di amicizia, di pensiero...). Tra queste micro comunità indipendenti e dinamiche si instaureranno spontaneamente iniziative di collaborazione e condivisione.

non quindi un kolkoz sovietico con piani agricoli quinquennali ma una costellazione di gruppi e solitari.
La libera collaborazione porterebbe a concentrare i propri sforzi per singoli obiettivi temporanei, come ad esempio l'acquisto di un mulino per macinare i cereali, oppure per sinergie a lungo termine, come la specializzazione di alcune persone in determinate attvità con scambio locale di prodotti.
Da questa società libera, dinamica e rurale dovrebbe nascere la solidarietà tra gli individui, una solidarietà spontanea e non dettata da regole.

di un borgo dell'Italia rurale di sessant'anni fa mi racconta spesso mia nonna, questo paese non rispondeva a modelli socialisti o liberisti. I boschi erano gestiti secondo “regole” comuni e le famiglie che dovevano costruire una nuova casa ricevevano il legname per il tetto dalla comunità stessa. Non potendo conservare la carne in celle frigorifere i vitelli venivano macellati e divisi tra più famiglie. Lavorare insieme e scambiarsi gli attrezzi erano fatti quotidiani. Questa gente di montagna era felice e solidale, un po' per necessità e un po' per virtù.


24 Settembre Devis

sono ancora vivo e vegeto

nell'ultimo mese non è successa nessuna tragedia che sicuramente qualcuno ha immaginato causa della mia latitanza. La solita routine agricola di fine stagione; raccogli qua, raccogli la, ripulisci dalle erbe i bancali, trapianta qualche cavolo verza per l'autunno...
Sono ora impegnato nella raccolta di un mare di patate, lavoro dal quale immagino di uscire non prima di metà ottobre.

da qualche giorno questo sito web ha compiuto due anni dalla prima pubblicazione, due anni nei quali il formato del diario di viaggio mi ha permesso di raccontare, giorno per giorno, le esperienze vissute.
Nell'ultimo mese ho però sentito questo strumento inadeguato a raccontare un'avventura che si sta trasformando in solida realtà, realtà di cui già si avverte la ciclicità delle stagioni. Terminata l'era della nascita di pecora nera oggi ne inizia un'altra di cui ancora non so nulla.

si parte dal sottoscritto ormai indissolubilmente legato ai principi cui si ispira il progetto, da Daniele che attraverso oneri ed onori resiste al mio fianco, dagli amici che, speriamo solo momentaneamente, si sono allontanati da noi e da tutti gli ospiti (ben 11!) che sono venuti a darci manforte nel nostro fare quotidiano.

gli interventi sul blog ci saranno sempre ma saranno un pò più corposi e meno frequenti. Ogni aggiornamento non prenderà più spunto da un singolo evento ma dall'intera esperienza di pecora nera per esprimere dei punti di vista, approfonditi ed estesi, su determinati argomenti.


18 Agosto Devis

Il diario di Pecora Nera

purtroppo, per com'è strutturato questo blog, sono consultabili solo gli interventi degli ultimi mesi. Dato che ho dimenticato tutto quel che sapevo sul sito che ho costruito due anni fa e tutte le mie conoscenze di informatica, provo a mettere una pezza a questa mancanza.

sulla colonna di sinistra, alla voce "Il diario di Pecora Nera", una raccolta di tutto il blog fin qui partorito. Aggiornato ai primi di agosto, in formato PDF scaricabile. Anche qui il link.


05 Agosto Devis

aaa contadini cercasi...

la prima metà del mese di settembre, da lunedì 31 agosto domenica 13, vorrei replicare la bellissima esperienza primaverile di ospitalità in cambio di lavoro.

una mattinata a raccogliere patate e pacciamare il terreno, un pomeriggio libero per camminare, leggere o semplicemente oziare all'ultimo sole estivo. Un soggiorno di almeno cinque giorni per motivi organizzativi ma anche per conoscerci meglio.
Sistemazione in letti veri e pasti a base di polenta e fagioli.

chi fosse interessato scriva una mail a info@progettopecoranera.it. Proveremo a far coincidere l'arrivo di più di una persona per lavorare e mangiare sempre in compagnia.


04 Agosto Devis

(vivere con) cento euro al mese...

è un attentato alla crescita del PIL, lo so,
ma negli otto mesi di questo esperimento di vita frugale le buone abitudini si sono sedimentate, un passo alla volta, due avanti e uno indietro, la meta è più vicina.

alla dote di partenza (una casetta di legno, un pannello solare per l'energia elettrica, la legna del bosco per riscaldarmi e il vizio della sigaretta abbandonato da tempo), sto affinando uno stile di vita a basso impatto ambientale ma anche low-cost.

settembre potrebbe essere il primo mese a cento euro, traguardo cui mi sto avvicinando limando le ultime spese superflue:
  • venticinque euro per sali, oli, zuccheri, qualche alimento ad integrazione della mia dieta (pasta, riso, fette biscottate, marmellata, frutta) e i prodotti per la casa
  • quaranta euro (ahimè, la spesa più grossa) per foraggiare una moderata vita sociale
  • quindici euro tra cellulare ed internet (in condivisione)
  • venti euro per la bicicletta (che si è trasformata anche nel mio sport preferito) e qualche biglietto della corriera

a seguito di questa lista della spesa considero anche le imponderabili spese extra che per semplicità stimo su scala annuale. Una somma di seicento euro dovrebbe far fronte a: lavori in casa, malaugurati guasti della bicicletta o del computer, il minimo sindacale per il vestiario civile, qualche libro che non è reperibile alla biblioteca e qualche cedimento della buona condotta...


30 Luglio Devis

il mondo due vallate più in la

all'alba, Anna, l'ultima amica di questa finestra estiva, è partita per tornarsene in Puglia. Ho pranzato solitario nella casa degli ospiti. E' un rituale che ho adottato per celebrare il distacco, temporaneo o definitivo, dalle persone che passano da Pecora Nera.

masticavo lentamente nella penombra della cucina, il sole picchiava prepotentemente sulle persiane appena abbassate. E' così forte il sole della Puglia? Dal terzo piano guardavo obliquamente le altre case, i giardini, i campi.
Per il tempo che sono rimasto ipnotizzato nei miei pensieri nulla si è mosso. Ho alzato la persiana e guardato la grande montagna che troneggia nel panorama a sud di Raveo. Oltre quella montagna, due valli più in la c'è la pianura padana, le città del nord-est e i gironi danteschi autostradali che Anna stava ora attraversando.

quante migliaia di borghi sonnolenti ci sono in Italia? Quanti paesi di montagna dove sembra possibile nascondersi dalla confusione del mondo globalizzato?. E quante saranno le persone che ripercorreranno al contrario le strade del boom economico che drenarono la vita dalle montagne? E con quali sentimenti? E con quali intenti?

Ho terminato il pranzo e guardato ancora dalla finestra. Non c'erano colonne di eserciti nemici all'imbocco della vallata ne orde di barbari scendevano dalle montagne. Con la tranquillità che il mondo rurale sarà dimenticato ancora per qualche giorno almeno mi sono steso per riposare un pò.


16 Luglio Devis

pomeriggio d'estate

in Friuli esiste un vero e proprio culto del lavoro, culto che spesso si trasforma in malattia. Si ama il lavoro ma solo per lo status symbol che rappresenta. Dal lunedì al venerdì un friulano che si trovi a gozzovigliare senza occupazione avverte un pungente senso di colpa.

A più di un anno dalla mia ultima giornata di lavoro 'ufficiale' non mi sento ancora guarito da questa ossessione dell'impiegare, sempre e comunque, il tempo in un'attività che la società consideri produttiva.
In questi giorni di vera estate i campi sonnecchiano sotto il sole, non c'è molto da fare e non c'è molta voglia di fare. Dopo aver passato qualche pomeriggio a trotterellare inutilmente sotto la calura cercando un'occupazione valida ho deciso di mandare al diavolo tutte le psicosi da locomotiva del nord-est e sprecare il mio tempo.

con la sgangherata mountain bike dei mie quattordici anni ho pedalato fino al torrente risalendo fin dove la strada sterrata si perde in un sentiero. La cascata è sempre la, l'acqua più fredda che mai, le chiome degli alberi chiudono più fittamente la volta sopra il torrente.
Mi sono tuffato un paio di volte nel laghetto formato dalla cascata. Ho ripensato ai lunghi pomeriggi d'estate della scuola superiore: a quei tempi ci si sapeva annoiare, non si facevano progetti per il futuro, non si costruiva un bel niente. Io e i miei compagni eravamo prigionieri del piccolo mondo di paese ma non sognavamo ne desideravamo altro, erano tutti giorni uguali a se stessi ma non c'era l'ansia di dover fare nient'altro.

Poi è arrivato il lavoro e io, come i miei compagni, mi sono ammalato della malattia di ogni friulano: lavorare e costruire certezze, a costo di trascurare il presente.
tornenò a quel torrente nei prossimi giorni per capire se so ancora tuffarmi nella noia di un pomeriggio d'estate.

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06 Luglio Devis

le cose che non vanno (1)

due giorni fa ho partecipato al raduno della mia ex-classe quinta superiore.
Ho omesso di dire che sono vegano per evitare di dare spiegazioni e ho mangiato, con gusto (vero), la grigliata di carne prevista dal menù. Un mio ex-compagno, tra una battuta e l'altra, mi ha chiesto se avessi trovato il modo di far soldi con gli ortaggi; la domanda era posta con la leggerezza di una battuta che vola nell'aria da un capo all'altro della tavolata. Ho risposto a mezza bocca che stavo tentando di non aver bisogno di molti soldi per vivere piuttosto che di guadagnarne molti. La risposta è però nata sgrammaticata e con un tono di voce poco convinto.

in quel momento ho desiderato essere altrove. Perchè abbozzare continuamente spiegazioni a chi mi chiede conto, anche amichevolmente, di quel che faccio è un peso insostenibile. E come spiegare compiutamente in poche battute una scelta di vita maturata negli anni? E come spiegarlo per di più se c'è un abisso di abitudini e parametri tra me e il mio interlocutore?
In quel momento mi sono sentito alieno a tutto quel che mi circondava, e come un alieno in un pianeta ostile desideravo risalire sulla mia navicella spaziale e volare via.

sulla navicella ci sono risalito il giorno dopo quando, dopo una notte ospite dal compagno che aveva organizzato il ritrovo, ho agganciato le scarpette ai pedali della bicicletta imboccando la via di casa. Il viaggio spaziale mi ha riportato a casa partendo da Conegliano (provincia di Treviso) passando per il Cadore e rientrando in Carnia solo nel tardo pomeriggio (centossessantacinque chilometri!)


02 Maggio Devis

l'apostolo e la massaggiatrice

ora che sono partiti il grande campo di pecora nera pare molto più silenzioso di prima. Sto parlando di Giovanni Bosso da Salerno nominato apostolo della polenta per l'impegno profuso nella preparazione e diffusione di questa pietanza che l'ha fulminato sulla via di pecora nera; e di Claudia Bellini da Milano nominata massaggiatrice terricola per la grazia con la quale ricopriva le patate e aveva una buona, e sempre diversa, parola d'incoraggiamento per ogni tubero seminato.


è stata una settimana che ha aggiunto molto al significato di condivisione, giorni in cui qualsiasi lavoro, per faticoso o ripetitivo che fosse, era insieme un gioco e un'occasione per stare insieme. Forse, in questo tempo appena trascorso, abbiamo assaggiato il sapore di quello che dovrebbe rappresentare la parola ecovillaggio, o come diavolo volete chiamarlo.

sentimentalismi a parte, mi raccomando ragazzi!
Giovanni (!), se hai seminato le righe di mais storte, e tu, Claudia (!), se hai piantato le patate al contrario, me ne accorgerò tra qualche giorno quando le piante inizieranno a spuntare! e allora verrò a Milano a tirarvi le orecchie!


27 Aprile Devis

appunti sulla vita frugale / la casa su ruote (2)

posto che la casa su ruote deve essere installata su un rimorchio che possa circolare su strada ho fatto una ricerca sul web per dare un'occhiata alle offerte e ai prezzi:

sono tutti carri omologati che possono circolare su strada, il bollo annuo dovrebbe aggirarsi sui 30€

su questo rimorchio vanno inseriti, a mio parere, degli agganci in metallo per fissare la costruzione in sicurezza. Per quanto riguarda la realizzazione io mi affiderei al legno perchè ho già una minima esperienza nel lavorare con questo materiale; assi, travetti e listelli di abete non hanno costi proibitivi. Se avessi qualche dubbio su come impostare la struttura potrei chiedere lumi a uno di quei maestri che si rintracciano semplicemente recandosi al bar del paese.

Per l'arredo ho grande esperienza di quel che serve e di quel che è superfluo dato che già abito in venti metri quadrati. Indispendabile la cucina a legna che serve anche da riscaldamento. Per l'energia elettrica copierei pari pari il piccolo impianto solare di cui dispongo ora. Per il wc guardate un po' questo video su youtube.
Prevedo anche una veranda di ingresso, altrimenti dove cresco le piantine di pomodoro?

abitare in quindici metri quadri sarebbe poi un ottimo esercizio per tenere nella nostra vita solo quel che ci è strettamente necessario. Io abito una baita in legno di venti metri quadri e vi assicuro che lavorando nei campi o nel bosco tutto il giorno quando si torna a casa non si soffrono assolutamene gli spazi angusti.
Di seguito una bozza realizzata a colpi di paint e copia/incolla.

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24 Aprile Devis

trovato l'ultimo ingrediente per la vita frugale

posso dire di aver impiegato questi ultimi mesi nel tentativo di mettere a punto la ricetta perfetta per la vita frugale, limando un bisogno superfluo, aggiungendo un comportamento virtuoso, inanellando pranzi e cene a base di polenta e fagioli...

ma un ingrediente restava sempre sfuggente, era li nell'aria, solo da afferrare al momento opportuno. Non lo sapevo ma inconsciamente lo inseguivo da mesi. E infine eccolo qua, l'ingrediente che mi investe in un indaffaratissimo giorno di primavera.

si, proprio loro, questi quattro matti, nella foto da sinistra a destra, io, Giovanni, Eros, Toni e Marco.
sono stati giorni che con unico aggettivo potrei definire FELICI, giorni passati a condividere il lavoro dei campi ed il cibo, dei campi anche quello, a parte qualche bottiglia di vino (!).
pranzi e cene che avevano un sapore diverso seppur con la stessa pietanza nel piatto, giornate che sembravano mesi per quanto erano intensamente vissute.

si, happiness is real only when shared, Christopher McCandless aveva proprio capito tutto. E mi dipiace contraddire il buon Thoreau perchè se “L’uomo che viaggia da solo può partire oggi; ma chi va con un altro deve aspettare finché l’altro è pronto” allora è meglio aspettare, altrimenti si è condannati a raggiungere una meta vuota di significato.

che dire altrimenti? Buona fortuna ragazzi, buona fortuna a chi tornerà un giorno e buona fortuna a chi pianterà un seme nella propria terra!


12 Aprile Devis

appunti sulla vita frugale / la casa su ruote (1)

ad oggi vivo in questa casa di legno di circa trenta metri quadrati distribuiti su un piano terra di venti metri quadrati e un sottotetto, adibito a camera.

dico “ad oggi” perchè questo chalet non esiste al catasto, fu costruito nel far west edilizio del dopo terremoto che nel 1976 colpì il Friuli.
Mi capita allora di immaginare come proseguire il mio esperimento di vita frugale se l'ira delle istituzioni, stuzzicata da un indolente paesano, si abbattesse, anzi, abbattesse, quest'amata dimora.

potrei forse rientrare nel novero di quelli che affermano di abitare una “casa vera”? Non credo ci sia alcuna banca disposta a concedere mutui rateizzati in conto patate, e anche se decidessi di mettere un piede dentro questa tagliola, la sola firma davanti ad un notaio mi costerebbe le fatiche di un'intera stagione agricola.
Citando Thoreau: “Parrebbe che la maggior parte degli uomini non abbia mai pensato cosa sia una casa; così restano per tutta la vita realmente, seppur inutilmente, poveri, pure senza la necessità di esserlo; in quanto pensano di dover avere una casa simile a quella dei loro vicini.”, ed ancora “Preferirei sedere su di una zucca ma averla tutta per me, invece che star pigiato su un cuscino di velluto”.

il problema non interessa solo me o pecora nera, ma molte realtà e progetti italiani e ne parlo spesso con chi mi viene a trovare. Infatti, se non è impossibile trovare un pezzo di terra da coltivare per l'autosufficenza anche con risorse economiche limitate, acquistare e ristrutturare una casa è tutt'altra impresa.

una soluzione che stuzzica la mia fantasia da tempo e che permette di rimanere sotto la luce della legalità è la casa su ruote. Si tratta costruire una piccola casa su un rimorchio stradale, il manufatto in quanto dotato di ruote non può essere considerato un immobile e quindi non è sottoposto ai relativi obblighi.

di seguito alcuni link sull'argomento:
argomento trattato sui forum:
http://www.lavorincasa.it/helpcasa/helpcasa.php?t=870 e
http://www.nntp.it/discussioni-geometri/324334-case-con-ruote-e-cubatura.html
qualche esemipo di come potrebbe essere il risultato:
http://www.resourcesforlife.com/groups/lifemobility/images/mobile-hermitage-tiny-house.jpg
http://www.designboom.com/contemporary/
http://www.raincityguide.com/2008/04/09/
http://www.sustain.ca/PICS/miniHome%202006/EXT-JUNE/miniHome-June-3.jpg
http://1.bp.blogspot.com/_wBMm0XSN9uk/R6gvSU2BL_I/...
http://erictabuchi.fr/files/gimgs/6_small-mobile-home.jpg

naturalmente intendo che una soluzione del genere sarebbe da realizzare in proprio perchè i costi di gingilli simili sono esorbitanti.


06 Marzo Devis

il viaggio perfetto, la prossima volta

l'Atlantico può aspettare, almeno per ora. L'esperimento del viaggio in bici si è esaurito al millessimo chilometro (e spiccioli) cozzando contro una pioggia infame.
ho attraversato la pianura padana, sono entrato a Milano, ho superato le Alpi Liguri e disceso la costa fino a Nizza. Con la lentezza della bicicletta ogni paesaggio si imprime con forza nella memoria.

quel che ho capito è che il mondo non è a forma di bicicletta, sulla strada vige la legge della giungla e per questo ringraziavo con una mano alzata ogni qualvolta mi veniva usata una gentilezza da qualche automobilista.
le piste ciclabili sono ancora poche, sono studiate per la pedalata della domenica ma non per lunghi spostamenti. Questo perchè la bicicletta è ancora più uno sport che un mezzo di trasporto usato con sistematicità.

a chi dice “la bicicletta” non fa per me adducendo limiti fisici dico che il nostro corpo ha potenzialità inespresse incredibili. Ho percorso cento chilometri al giorno per diversi giorni con un carrello da 30 Kg alle calcagna, ogni mattina ero fresco come una rosa e ogni sera sentivo meno la fame. Sono certo che è possibile per chiunque, con un po' di buona volontà, riuscire a percorrere dieci o venti chilometri al giorno per recarsi al lavoro o a fare la spesa.

un altro aspetto di questa esperienza è che dovendo trascinare con le mie sole forze tutto ciò che mi serviva per vivere (tenda, sacco a pelo, vettovaglie, cibo, vestiti...) ho scoperto una volta di più, cosa è superfluo e quanto si può godere della semplicità.
ed infine, al ritorno, ho scoperto quanto il treno possa essere un utile alleato per chi viaggia in bicicletta.

ho preso numerosi appunti su questa preziosa esperienza. Entro la prossima primavera conto di ripartire, questa volta in compagnia, per condividere con qualcuno questo modo così sano, leggero ed ecologico di viaggiare.

ps. ho volutamente taciuto di tutte le imprecazioni causate dal maltempo, dalle forature e dalle grandi città attraversate; non per dipingere un quadro idilliaco ma perchè ho semplicemente pagato la mia inesperienza.

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27 Febbraio Devis

riparto...

dopo tre giorni di riposo e meditazione riparto alla volta della Liguria. Penso che mi ci vorranno due giorni per superare le Alpi Marittime, evitare Genova (e le sue tangenziali) e imboccare la via della costa di ponente. Poi si vedrà.

sono finalmente riuscito a risolvere gli ultimi problemi alla ruota posteriore (abilità meccanica zero, lo so). Con l'esperienza fin qui accumulata ho deciso di eliminare portapacchi e borse, e di alleggerire un pò il carico sul carretto.
la situazione meteo dovrebbe essere buona, penso in ogni caso di rallentare il ritmo, da 120 a 80/90 km al giorno, per riuscire a fare le giuste pause e montare la tenda prima che cali il sole.

di seguito spero di inviare qualche notizia di me!

26/2 h. 9.00 ripartito!
27/2 sgusciato fuori da milano via pista ciclabile fino a pavia!sole,caldo,strade ottime, giornata meravigliosa.mi trovo a 50km da genova.domani sn al mare!
28/2 superate le alpi liguri da passo dei giovi,ascesa lunga 30km nn troppo dura.poi mi sn divincolato da genova(citta bruttissima!),ho percorso la costa stupenda fino a savona.notte in camping per mancanza di prati dove fare l'occupante abusivo!
1/3 piove, bloccato in un camping alle porte di savona.dormo,leggo e scrivo.una coppia di pensionati m'ha invitato a cena nel loro bungalow.domani riparto.
2/3 dopo una giornata passata in tenda sotto una pioggia battente sn ripartito.strada lungomare fino a sanremo,un paradiso.notte in camping.francia vicinissima.
3/3 bonjour a tout le monde.passato montecarlo sono a nizza.meraviglioso lungomare ciclabile.nessun camping aperto.notte bianca o al massimo in spiaggia!
4/3 scorsa notte in spiaggia a nizza.svegliato alle 4 dalla pioggia.via in bici.alle 10 ero a sanremo.stanotte in camping.capolinea!
4/3 don't try this at home!questo nn e'un viaggio,e'un corso d'addestramento dei marines!io i miei mille km me li sn fatti,l'atlantico puo'aspettare!
5/3 h. 17.05 capolinea.fra tre ore arrivo a casa!sono riuscito a contrabbandare bici e carrello su intercity,eurostar e regionali,benedetto treno!


25 Febbraio Devis

finalmente milano...

"volevo la tranquillità, non un'esistenza movimentata. volevo la serenità, la sicurezza, la possibilità di fare un compromesso con i miei ideali. Avvertivo dentro di me una deficenza di stimoli che trovava il tormento in una vacanza movimentata" Devis Bonanni

ieri sono giunto a Milano dove mi sono potuto ricoverare dal mio amico. In fin dei conti, su quattro giorni di viaggio, ho accumulato solo una mattinata di ritardo. Considerato che sono riuscito a penetrare la metropoli tentacolare milanese fin al suo cuore pulsante è stata una grande prestazione, soprattutto fisica.

ma a che prezzo? essere uscito alle sette di sera dal labirinto di Verona con centocinquanta chilometri nelle gambe, aver pedalato nel nulla della nebbia della campagna lombarda, l'esser riuscito a rispettare la tabella di marcia grazie a un'andatura forzata ed innaturale, l'aver percorso tratti stradali che mi hanno segnato al punto che appena vedo un cavalcavia avanti a me sono pervaso dall'ansia?

ci sono stati anche dei momenti sereni, come la domenica in veneto dove ho condiviso la strada con centinaia di altri turisti, l'accamparsi nel bel mezzo della campagna, l'ingresso trionfale a Milano...

dovrei ripartire venerdì, nel fisico sarei fresco come al primo giorno, così come nei mezzi; ma nella mente sono stanchissimo ...

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20 Febbraio Devis

dal Friuli all'Oceano Atlantico

“Volevo il movimento, non un'esistenza quieta. Volevo l'emozione, il pericolo, la possibilità di sacrificare qualcosa al mio amore. Avvertivo dentro di me una sovrabbondanza di energia che non trovava sfogo in una vita tranquilla” Lev Tolstoj

ok, anche se sono tecnicamente in vacanza qui troverete le notizie che riuscirò ad inviare dal mio viaggio.

20/2 h.10.30 - andato
21/2 ok fino al km80,poi 2forature,ho pedalato a tutta fino alle 18.30 x nn xdere troppo terreno,montato il campo poco prima di montebelluna in un pioppeto.stanco
24/2 arrivo a milano, fine prima parte (?) del viaggio

la mappa del viaggio su google


19 Febbraio Devis

appunti sulla vita frugale / il viaggio

accidenti alla Natura, a ferragosto mi tocca lavorare come un pazzo per tener testa ai pomidori maturi e d'inverno devo inventarmi una vacanza. Divagare è indispensabile prima che alla porta bussi nuovamente la primavera.

ecco allora l'idea pazza, da casa mia a Bayonne, cittadina della costa atlantica francese, lungo 1700 km circa, con la mia bicicletta, la tenda ed il resto.
venti giorni, 15 tappe, un pied-a-terre a Milano, da un caro amico, qualche giorno di sosta e poi via lungo il ponente ligure, la costa azzurra e il midi pyrenees francese. Ritorno in treno, ci mancherebbe.
questo almeno è quello che c'è nella mia testa, nelle mie gambe non so ancora cosa c'è.

entusiasmo contro freddo, fatica, insicurezza, forature. Muscoli contro attrito, musica contro solitudine, preparazione contro imprevisti, sacco a pelo contro notti fredde, tenda contro pioggia...
domani si parte, momenti di paura matta si alternano a momenti di esaltazione.

spero di riuscire a dar notizia di me anche attraverso il sito.
a presto, Devis

ps. ecco la foto del mezzo.

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31 Gennaio Devis

appunti sulla vita frugale / l'appunto di Jo

“Jo” in un commento al mio thread del 27 gennaio mi ha dato lo stimolo per una riflessione. Riporto si seguito il suo commento seguito dalla risposta che sento più mia.

"ciao Devis, sono capitata sulle tue pagine proprio il giorno della morte di Santina... e ho seguito le tue riflessioni, il percorso che avresti potuto intraprendere o meno, a partire dal dolore provato. Sono stata vegetariana per 11 anni e poi sono diventata vegan, così, di colpo, non potevo più sopportare di essere la causa di tanta sofferenza e dolore. Non è faticoso se si è convinti, da un punto di vista etico, ambientale, di giustizia sociale. E' solo dura aver a che fare con i non vegan, che a partire dalla loro falsa coscienza disvelata dall'esistenza del vegetariano/vegano, attaccano a testa bassa, anche piuttosto puerilmente. Ma si supera anche questa. Ed è un senso di leggerezza che ti pervade, pensando che non hai ucciso animali, uomini, terra, aria e acqua per vivere. Che la tua impronta sul mondo è la più lieve possibile, e che ancora si può ridurre sprechi e consumi e vivere più che dignitosamente. Solo una cosa: non capisco (e non condivido) nella cronaca che fai della vita dell'allevatore, perchè tu dica che l'animale "infine chiede di essere ucciso e macellato". L'animale chiede di vivere. E' l'allevatore che vuole che lui pensi quello che hai scritto. Non credi? E, a proposito degli animali che hai regalato al vecchietto, Mario, Benji e Lolly, che destino avranno con lui? Non era meglio che continuassero e finissero la loro vita (finalmente Vita!) con te? Auguri ancora per la tua scelta, a presto, Jò

Cara Jo,

La mia frase “infine chiede di essere ucciso e macellato” fa riferimento al fine ultimo dell'allevamento, ovvero produrre carne, latte, latticini e uova.

Se l'uomo avesse abbracciato una scelta vegana dalla notte dei tempi, non sarebbero mai esistite le razze domestiche che conosciamo (mucche, maiali, polli ecc) e mai sarebbe stata costruita una struttura per l'allevamento.
Vivremmo dunque in un pianeta dove uomini e animali non condividono spazi comuni, gli uni vivrebbero nelle proprie comunità, gli altri nella Natura.

Ogni volta che ho iniziato l'allevamento di qualche specie animale (e solo ora me ne rendo conto) non ho fatto i conti con il fatto che, per raggiungere il proprio scopo, occorre uccidere l'animale, per questo dico: “ infine chiede di essere ucciso e macellato”, per sottolineare l'estremo disagio sempre, da me provato, nel vivere il momento topico della mie esperienze da allevatore.

E lasciami sottolineare un'ultima cosa, non condivido la scelta vegetariana da un punto di vista etico perchè, per produrre latte, latticini e uova si è obbligati a sopprimere i soggetti maschi della popolazione; hai mai visto come si sfigurano i conigli maschi nelle loro lotte?

Per quanto riguarda Mario, Benji e Lolly sono tornati in un allevamento tradizionale, un ariete crescendo ha bisogno di almeno una femmina da montare altrimenti diventa pericoloso perfino per l'uomo, un caprone e una capra finirebbero per fligliare in continuazione, forse li avrei dovuti castrare? e la capra mai gravida? che problemi avrebbe avuto? penso, in tutta coscienza, di aver fatto la scelta migliore, anche se questo non mi solleva del tutto.


27 Gennaio Devis

appunti sulla vita frugale / allevare animali?

“Non alleva animali da cortile. Rubano spazio, peggiorano la qualità del territorio, sporcano ed hanno bisogno di ripari. La loro resa economica è inferiore alle cure dovute. Non ha animali domestici perchè sono carnivori. Non una goccia di sangue bagna la sua tavola.”
Da “Un uomo senza desideri” di Fulvio e Ignazio Roiter.

parlando di vegetarianesimo o veganesimo possiamo discutere su tre livelli: morale (qual'è la violenza insita nell'allevare animali?), ecologico (quanto costa in termini di risorse ambientali consumare carne o prodotti di origine animale?) o salutistico (le diete vegetariane e vegane sono sostenibili per la nosta salute?).
se avete curiosità del genere, Google fa al caso vostro.

vorrei sottolineare un altro aspetto:
dal punto di vista dell'autosufficenza alimentare essere vegano è l'equivalente per una nazione di saper fare a meno del petrolio.
ho allevato galline, polli, tacchini, conigli, capre e pecore; abbastanza da rendermi conto che un animale si sveglia ogni mattina e ti aspetta con impazienza, vuole cibo e acqua (che occorre produrre o acquistare), chiede un riparo, dalle intemperie e dai predatori, chiede di essere gestito nella riproduzione, chiede di essere curato e vaccinato ed infine chiede di essere ucciso e macellato. L'allevatore è, in un certo senso, schiavo dell'animale che alleva, talmente simbiotico è il rapporto che si viene a creare tra i due esseri viventi.

l'allevamento è affare per le società complesse che hanno intermediari disposti a tanto affanno per il pubblico capriccio. Il contadino, se vegano, si sveglia al mattino con minori preoccupazioni, non sparge sangue, non ha escrementi puzzolenti da spalare (a parte i propri), non ha pericoli sanitari dati dalla promiscuità con gli animali, non coltiva mais per ingrassare bestie perchè è lui stesso l'unica bestia che insiste sui propri campi. Un animale (l'uomo) su poche migliaia di metri quadri di terreno basta e avanza, la terra sarà abbastanza calpestata, rivoltata, digerita e concimata da non essere invasa dal bosco. E per di più, produrre un chilo di succulenta bistecca costa, in lavoro e terra occupata, almeno sette volte l'equivalente calorico e proteico di un chilo di legumi.

questo gran senso di libertà mi pervade da un mese a questa parte, da quando cioè, ho intrapreso questo nuovo affare che è la dieta vegana. Gli ultimi animali, Mario, Benji e Lolly, (ad eccezione di due galline ormai pensionate di lusso) sono partiti ieri, donati ad un simpatico vecchietto che con gli animali ci sa fare, molto più di me.


16 Gennaio Devis

il dilemma della scarpiera

la prima pioggia, da quando abito questa nuova casa, ha rivelato una piccola infiltrazione d'acqua nel disimpegno che precede l'ingresso. Niente di preoccupante, un paio di scarpe bagnate.

la mattina sono passato a casa dei miei e ho notato una scarpiera disabitata; ecco, ho pensato, la soluzione al mio problema, le mie scarpe non occuperanno più preziosi metri quadri nel disimpegno d'ingresso.
tempo mezz'ora e la scarpiera aveva trovato la sua nuova ragion d'essere.

entrato in casa, mentre tagliavo a cubetti la solita maledetta zucca, sono stato assalito dall'ansia. Guardavo l'arredo spartano della mia abitazione, un tavolo, tre sedie, un vecchio divano, un tavolino, il materasso steso direttamente sul pavimento della camera (intuizione straordinaria).
come poteva una scarpiera, figlia della moderna abbondanza di calzari, apparentarsi con la mia spartana famiglia di mobili? Sentivo l'ironia di Thoreau caricare l'orrendo fardello che mi si era infiltrato in casa con la mia ingenua complicità.

e ancora, una scarpiera che può contenere dodici paia di scarpe non si accontenterà mai delle mie quattro, dovrò riempirla in qualche modo!
ho immaginato un futuro nel quale generazioni di scarpe e scarpiere si succedevano a ritmi vertiginosi, mi sono visto affannarmi per nutrire questa esercito di oggetti superflui.

così la scarpiera, nel giro di mezz'ora, era tornata alla sua ragion d'essere, ovvero ingombrare la casa e la vita di qualcun'altro


11 Gennaio Devis

appunti sulla vita frugale / il combustibile

Come raccontavo nel precedente intervento la regina della mia casa è la cucina a legna; non possedendo altro mezzo per riscaldarmi, devo pensare a come alimentarla e, considerando come un peccato, il fatto di comperare la legna, da giovane, sano e robusto montanaro, mi sono rivolto al bosco.

ho scoperto in questi giorni di possedere già le nozioni indispensabili per procurarmi della legna da ardere, forse per il fatto che in montagna il bosco si respira fin da bambini.
Così passo queste meravigliose giornate invernali a tagliare, trasportare, spaccare e stipare il combustibile che serve alla mia casa: lavoro prima gli alberi caduti qualche tempo fa (e quindi già secchi) per l'immediato e poi, gli alberi caduti più di recente (e quindi ancora “verdi”) per l'inverno prossimo.

mentre faccio tutto questo la radio gracchia i soliti allarmi invernali, la Gazprom (il gigante del gas russo) chiude i rubinetti verso l'Europa a causa delle solite liti di vicinato con l'Ucraina... ed io son qua, a godermi questa bellissima giornata di sole...

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07 Gennaio Devis

appunti sulla vita frugale / riscaldare la casa

dalle mie parti la regina della casa è sempre stata la cucina a legna o cucina economica (“spolert" in friulano).
oggi non lo è più, il fuoco è stato spostato in anonime caldaie a gasolio o gas metano, non c'è più traccia della perenne fiamma invernale in molte delle nostre cucine.
per fortuna, diranno in molti, mantenere vivo un fuoco era affare assai gravoso per le urgenze della vita moderna. Ringraziamo allora l'amico Vladimir Putin e ingrassiamo l'arsenale russo, nondimeno facciamo con la cricca petrolifera araba.

Ma io vedo il bosco che avanza dietro casa e proprio non mi riesce di fare altrimenti. E allora ecco la cucina a legna: ha un ampio piano cottura dove si cucina senza l'ansia del fornello a gas, indispensabile per fare una polenta come dio comanda o per le lunghe cotture di legumi, salse e marmellate. C'è pure un forno. Asciuga aria e pareti meglio di un deumidificatore e all'occorrenza, si può ottenere l'effetto contrario semplicemente mettendoci sopra una bella pentola d'acqua. Con un po' d'ingegno è anche adattabile a scaldacqua per la doccia.

Inoltre brucia qualsiasi cosa, legname di tutti i generi, ramaglie, carta e cartone; è a tutti gli effetti un piccolo inceneritore domestico. Insomma, non si può farne a meno!

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22 Dicembre Devis

segnale di vita

no, non sono rimasto sepolto sotto la neve. Il mio umore si, anche quello delle pecore e delle capre, pare. Da qualche giorno gli animali sono apatici, fanno a turno, oggi uno, domani l'altro, non mi assaltano quando entro nel recinto con il secchio delle cibarie, ieri ero preoccupato che avessero preso qualche virus intestinale, oggi un po' meno.

provo a tenermi occupato con altro. Le mie abilità di falegname hanno avuto un avanzamento, lo dico con umiltà. Negli ultimi giorni sono stato impegnato con pialle, seghe circolari e segne a nastro, nella costruzione di un tavolo da cucina con annesso scaffale per la casa degli ospiti.

risultato ottimo a un metro di distanza, più da vicino di nota la cronica mancanza di attenzione per i particolari...

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23 Novembre Luca

Visita alle Torrate

Oggi la banda di Pecora Nera si è recata al completo dai ragazzi che stanno animando il progetto di ecovillaggio Le Torrate. Abbiamo passato gran parte della giornata, assaporato l'entusiasmo, la voglia di fare, l'energia del posto e un delizioso pranzo tutti insieme. Ho conosciuto persone molto determinate, con quella luce negli occhi di chi sta muovendo i primi passi in un sogno, di chi trae gusto e soddisfazione nella realizzazione delle cose belle, fatte insieme agli amici. Il posto, una splendida tenuta, chiede a gran voce di ritornare in vita, chiede di essere di nuovo abitato, amato e usato. Mi porto a casa una bella giornata, sorrisi e la gioia di aver condiviso qualcosa di nascente. Da parte nostra ci sarà la massima collaborazione e tanta condivisione di esperienza, prodotti e vicende. Buon lavoro ragazzi!


11 Novembre Devis

lavori invernali / 2

un anno dopo la compost sedia (ovvero una sedia con buco ad hoc per espletare i propri bisogni fisici) avanziamo all'era della compost toilet.

anche perchè l'inverno impone una sistemazione, soprattutto in certi frangenti, più comoda e riparata; ma anche in vista della prossima stagione, questa è la prima delle strutture che ci servono se decideremo di avere ospiti lavoranti, per periodi più o meno brevi.
la sistemazione è in posizione panoramica, così da tenere sempre sott'occhio le coltivazioni, ma anche riparata da un vecchio albero (che sembra un pero ma di pere non ne ha mai fatta manco una).

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29 Settembre Devis

sito di nuovo attivo

perdonateci l'inconveniente ma le mail di avviso della scadenza del dominio finivano regolarmente nello spam e di conseguenza risultavamo morosi nei pagamenti... per fortuna, dopo qualche imprecazione, tutto è tornato al suo posto.


16 Settembre Devis

due blog agresti...

di seguito due blogger molto interessanti, il primo è un contadino svizzero che si è perso da qualche parte nell'italia centrale: www.vogliaditerra.com ,mentre l'altro è il diario di un orticoltore appassionato: ortodicarta.wordpress.com/


09 Settembre Devis

considerazioni sul fotovoltaico

nell'ultimo anno il settore fotovoltaico in Italia è in grande crescita, questo grazie ai finanziamenti che lo Stato mette a disposizione e che coprono quasi interamente i costi per l'installazione di un impianto.

sia ben chiaro che plaudo a questa iniziativa per spingere il settore delle energie alternative. Fatto salvo ciò, vorrei fare alcune considerazioni, che elenco di seguito:

l'energia solare fotovoltaica rimane una fonte economicamente decine di volte più costosa dell'energia elettrica prodotta da petrolio. Il fatto che lo Stato finanzi questa energia non la fa diventare di colpo più conveniente. Se domani tutti volessimo il nostro impianto fotovoltaico non ci sarebbero più i finanziamenti.

L'energia solare, ai costi attuali (e nei prossimi 20-30 anni aggiungo io) non potrà che sopperire al 10-15% del nostro fabbisogno energetico. Mentre il messaggio che passa attraverso i media è: "le energie alternative ci salveranno".

Il messaggio che non passa invece è che la più grande risorsa energetica che abbiamo è il risparmio e l'ottimizzazione dei consumi. Questo messaggio non passa perchè risparmiare è anti-economico, fa diminuire il PIL e quindi fa rallentare l'economia. Paradossalmente se dimentico acceso un elettrodomestico faccio salire il PIL italiano, il parametro con cui misurano il nostro benessere.

La mia proposta è la seguente: un impianto da 3 Kw di pannelli solari ha un prezzo che si aggira attorno ai 18000€, che lo Stato ad oggi finanzia quasi per intero. Perchè non finanziare solo 1,5 Kw (la metà) e vincolare i restanti 9000€ all'acquisto di elettrodomestici, lampadine, computer che diminuiscano i consumi di quella famiglia? E installare contemporaneamente un contatore che, se i consumi superano la produzione dell'impianto, staccano la corrente o ti segnalano per una bella multa? Questa si che si chiama educazione al risparmio energetico...


02 Settembre Devis

autunno e propositi per l'anno nuovo

sono i giorni della formica, con la complicità di queste belle giornate di fine estate, giorni passati a raccogliere e stipare in magazzino tutti i frutti della terra.

le giornate si accorciano in fretta, l'aria la sera si fa più fresca. Quasi senza accorgercene stiamo scivolando verso l'autunno. Ci sono ancora due mesi per lavorare, per preparare tutto per l'anno prossimo.

la nuova serra è in arrivo, lunga ventotto metri e larg quattro e mezzo, servirà anche da magazzino per gli attrezzi. I nuovi campi contiamo di farli arare prima della fine del mese. L'ultimo atto probabilmente sarà fare il sidro di mele con gli amici (o come diavolo si chiama il succo di mele leggermente fermentato... forse idromele è il termine adatto).

poi, da novembre a fine febbraio, tutto si fermerà. Vacanze, lavori nel bosco, forse il trasferimento nella nuva casa e magari l'addio definitivo all'automobile...


04 Agosto Luca

Associazione Pecora Nera

Oggi pomeriggio io e Devis siamo stati all'ufficio registri di Tolmezzo, e abbiamo depositato l'atto costitutivo e lo statuto dell'Associazione Pecora Nera, che dà una forma giuridica alla nostra attività, consentendoci di collegarci al nostro territorio in modo limpido e regolare. Questa cosa mi ha emozionato, è una altro mattone che si aggiunge alla nostra costruzione che anno dopo anno si ingrandisce e si solidifica. Ora non ci resta che concludere la stagione, tirare le somme e progettare un nuovo ciclo, come sempre in armonia con la terra e il nostro sentire.


24 Luglio Devis

Popolo degli Elfi

il convegno dello scorso weekend mi ha dato la possibilità di conoscere meglio la comunità degli Elfi. Ritornato a casa, ho ripensato a quanto visto, alle persone, alle case, agli orti, ai boschi che popolano la valle elfica.

Come quando, cinque anni fa, tornato dalla comune di Bagnaia, sentivo di essere entrato in un altro mondo, oggi, di ritorno da quest'esperienza, sento che un altro modo di vivere è possibile.

e questo mi da nuovi stimoli per spostare un po' più in la gli obiettivi di Pecora Nera. Proprio in un momento in cui mi sembrava che tutto fosse scontato, gli Elfi mi hanno fatto intravedere nuove possibilità, soprattutto per quanto concerne la riduzione della propria impronta ecologica ed il perseguimento di uno stile di vita basato sulla semplicità e sulla frugalità.

Per chi volesse saperne di più ecco il link su mappaecovillaggi.it: http://www.mappaecovillaggi.it/article6091.htm


15 Luglio Devis

Convegno RIVE

giovedì io e Meris partiremo per l'annuale Convegno della RIVE che, quest'anno, sarà ospitato dal popolo degli Elfi. Spero di aver un iniezione d'entusiasmo da questa esperienza.

per informazioni: http://www.aamterranuova.it/article2187.htm


04 Luglio Devis

più bici meno auto

da quando la mia situazione lavorativa è cambiata, passando dalla fase impiegatizia a quella orticola, la povera fiat punto diesel si è vista sempre più spesso abbandonata nel garage.
dai 2000km che percorrevo mensilmente sono arrivato a meno di 250. Questo conferma come molte scelte responsabili diventino più facili se inserite in uno stile di vita globalmente eco-compatibile.
senza contare che possedere e mantenere un'automobile è uno dei lacci più forti che ci tengono legati alla folle locomotiva dell'economia moderna.
per proseguire sulla retta via mi sono procurato una bicicletta degna di questo nome, con la quale conto di mettere all'angolo definitivamente l'uso dell'auto. Con l'aiuto dei mezzi pubblici e scontrandomi con l'infelice clima alpino, spero di farcela.

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23 Giugno Devis

panoramica di pecora nera

ieri, pedalando nei dintorni di Raveo, ho colto una panoramica fotografica sul nostro progetto. Ecco quindi un'instantanea di Pecora Nerà addì 22 giugno dell'anno di grazia 2008.

di seguito la didascalia che descrive i numeri riportati nell'immagine:

  1. la serra e relativi dintorni
  2. piccola baita, ritrovo e rifugio di briganti e cospiranti
  3. galline, pecore e capre in allegra convivenza
  4. piccolo orto variegato
  5. grande orto in costituzione
  6. campo di mais
  7. campo di patate
  8. campo di fagioli
  9. in paese, a poca distanza, la serra artigianale

ecco qua l'immagine:

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29 Maggio Devis

capre e rodeo

et voilà, il piccolo gregge è al completo. Lui, il capro(ne) con le corna e lei, la capra. Non hanno ancora un nome perchè non ho ancora visto Luca, sarà una sorpresa anche per lui.

il titolo fa riferimento alla fatica che mi è costata la cattura e il trasporto assieme a Giacomo che ha un piccolo gregge poco distante da Raveo. I capretti non si fidano e se ne stanno sempre a distanza di sicurezza, per prenderli occorre essere più veloci di loro!

poi è necessario legar loro le gambe, tre su quattro, una deve rimanere libera per consentirgli di respirare. Poi, mentre piangono come bambini, dentro nel sacco e fuori solo la testa.

a complicare tutta l'operazione l'agitazione del resto del gregge e il vecchio caprone minaccioso che dovevamo tener lontano per evitare testate a tradimento.

un'ora di rodeo appunto, poi il trasporto e la liberazione nel nuovo recinto, li ho lasciati tranquilli tutto il pomeriggio. Sfinito io e sfiniti loro.

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24 Maggio Devis

la pecora nera ed il pecoro bianco

oggi ci siamo fatti un regalo, ci voleva... dopo tanta razionalità, idee puntualmente tradotte in opere, metodo e organizzazione. oggi abbiamo fatto una concessione alla fantasia e ci siamo regalati due pecore.

una delle due non poteva che essere nera, si chiama Santina, l'altro, il pecoro, si chiama Mario. La prima porta il nome di una zia che non ho mai conosciuto ma di cui mi hanno raccontato tanti aneddoti, il secondo in onore di un grande amico di Luca.

per ora divideranno la casa con le galline poi forse avranno un posto tutto loro e forse la famiglia si allargherà...

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24 Maggio Luca

La pecora nera e il pecoro bianco 2

Aggiungo anch'io la mia voce a questo momento che nella sua semplicità, mi ha emozionato tanto. Portare Santina in braccio nel recinto e vederla subito saltare e brucare è stata una gran soddisfazione. Mario è un po' scontroso, ma è molto protettivo con Santina e ci piace....Benvenute pecore, mancavate solo voi!


23 Maggio Devis

meteoropatia conclamata

da wikipedia: "Il meteoropatico è particolarmente predisposto, non si sa ancora per quali precisi motivi se non, secondo alcuni, per situazioni di intenso stress, ad un cambiamento d'umore e/o di condizioni fisiche a seguito di intense variazioni climatiche." http://it.wikipedia.org/wiki/Meteoropatia

ormai sono un meteoropata a tutti gli effetti, la bassa pressione che dura da giorni mi causa uno stato di torpore e spegne ogni entusiasmo per la campagna, le piante nell'orto dormono sotto una leggera pioggerella ed io vegeto tra le mura domestiche...

in aggiunta a questo sintomo posso citare: sveglia notturna in caso di nevicata e inquietudine/tormento nelle giornate ventose.

l'alta pressione, che mi dona energia e buon umore (come alle piante del resto), sembra ancora lontana...


09 Aprile Luca

Intento e Azione

Ieri ho visto manifestarsi una cosa in cui credo molto: quando all'intento unisci l'azione, nitida e mossa dal cuore, le persone adatte a sostenerla si presentano alla tue porta. Se il tuo intento resta sostenuto solo dalle parole, presto o tardi resti da solo a vederlo esaurirsi. Nuove persone quest'anno ci affiancheranno nel progetto, e ne sono davvero entusiasta, anche perchè il bagaglio di conoscenze, capacità ed entusiasmo che porteranno è grandissimo. Non ho che da dire: BENVENUTI PECORI!

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07 Aprile Luca

Inizia la stagione

Da oggi inizio a scrivere nel blog pure io. Mi è sembrato brutto lasciare al solo Devis lo scrivere le impressioni su qualcosa che è in realtà condiviso. Lo scorso sabato abbiamo lavorato sodo, ma devo proprio dire che è stata una grande soddisfazione vedere risorgere la serra, molto più bella e robusta di prima, e calpestare la terra fresata di fresco del campo, assaporandone gli odori, sotto un bellissimo sole. Mi sono sentito francamente rinato e ritornato. Sono davvero entusiasta della scelta di Devis, che ci permette, quest'anno, di fare qualcosa di davvero importante e di continuare a dare sempre più linfa ad un progetto che sta diventando sempre una realtà di vita. La cosa più bella di Pecora Nera è che è composta di azioni, fatti e risultati, tanto lavoro all'aria aperta e soprattutto fiducia nella propria idea, per non dire vera e propria fede.


16 Marzo Devis

vita nova

dopo quattro anni e mezzo di Pecora Nera, amata e praticata nei ritagli di tempo, per questa quinta primavera mi sono fatto un gran regalo, marzo,aprile,maggio,giugno,luglio,agosto,settembre,ottobre, tempo, 8 mesi di libertà da dedicare interamente al progetto.

a volte le convinzioni che abbiamo su "come vanno le cose" possono divenire ostacoli insormontabili nel perseguimento della felicità. Per liberarmi dalla convinzione di non poter lasciare il mio lavoro e cambiare radicalmente stile di vita ho dovuto confrontarmi a lungo con me stesso e con le persone che mi circondano.

oggi sento di avere quella libertà e quella forza necessarie per poter vincere questa nuova sfida.
Devis

ps. al cambiamento interiore è seguito quello esteriore, mai avuto capelli così corti...

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01 Febbraio Devis

l'altra pecora nera

scopro che a 5 Km da casa mia c'è un posto, un agriturismo, che si chiama “La Pecora Nera”, perbacco, dico, hanno il nostro stesso nome.

Con un po' di diffidenza decido di andare a verificare... lui (Alex) e lei (Nevia) sono una giovane coppia con un bambino, abitano un posto che prima del loro arrivo era dimenticato, hanno le pecore, un piccolo gregge, sono tutte nere! Hanno anche altri animali che allevano principalmente per la cucina dell'agriturismo. Nel tempo che trascorro in loro compagnia mi rendo conto che per molti versi ci somigliamo, avverto subito una grande simpatia nei loro confronti. Mi riprometto di tornare a trovarli, ho ancora tante domande da fare.

torno a casa carico di sensazioni, che strana combinazione, un'altra pecora nera era dietro l'angolo...

se qualcuno passa da queste parti e volesse essere ospite in un posto che è qualcosa più di un agriturismo ecco un link utile: Agriturismo La Pecora Nera Ovaro (UD)


25 Gennaio Devis

low (cost) technology?

in attesa di poter acquistare un esemplare di one laptop per child (www.laptop.org) ho ceduto alle avances della ASUS che, da gennaio, ha lanciato il primo nato della serie eee pc (easy to work, easy to learn, easy to play). (eeepc.asus.com)

si tratta di un portatilino delle dimensioni di un foglio A5 che pesa meno di un kilo. Si fa notare per l'assenza di hard disk (sostituito con una memoria a stato solido), per le ridotte dimensioni e per il sistema operativo Linux preinstallato.

Una piccola rivoluzione nel mondo dell'informatica anche per il prezzo, 299€, che contraddice il paradigma “notebook più piccolo, notebook più costoso”.

In attesa di modelli più appetibili al grande pubblico (allo schermo servirebbero due pollici in più) l'ho acquistato non tanto per effettiva necessità ma per la novità che rappresenta.

E poi è compatibile con il nostro impianto solare! Ha consumi medi di circa 15-17Watt contro i 45-50 di un notebook e i 200 di un pc da tavolo. La lampadina a incandescenza che probabilmente illumina il vostro salotto consuma almeno 60W!

di seguito una foto fatta allo specchio, con la webcam integrata.

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07 Gennaio Devis

buone notizie

trovato l'accordo per affittare un terreno (circa 2000 mq) che confina con il nostro, un ringraziamento alla gentile proprietaria che si è dimostrata sensibile nei confronti del nostro progetto.
ora abbiamo spazio a sufficenza per ampliare le attività la prossima primavera.

con la collaborazione di Daniele (insegnante in un istituto professionale agrario) inizieremo un percorso per la selezione e la riproduzione del seme partendo da varietà reperite presso produttori locali. L'obiettivo è quello di gestire una varietà di mais adatta ad essere coltivata in Carnia.

Nei prossimi giorni pubblicherò una bozza delle attività per il 2008.


27 Dicembre Devis

anno nuovo, vita nuova

no, Pecora Nera non è morta, ci siamo ancora!

in questo periodo i campi dormono e forse anche le persone non sono troppo sveglie, sono settimane difficili, settimane di progetti, di idee che nascono e di idee che vengono abortite.
per questo non sono state pubblicate notizie nelle ultime tre settimane, ma a gennaio seguiranno aggiornamenti sulla nuova stagione di Pecora Nera, poi in primavera si parlerà finalmente di orti e animali.

in questi giorni siamo alla frenetica ricerca di terra da coltivare per l'anno prossimo, ma qui in Carnia le propietà sono fazzoletti e la maggioranza dei proprietari è restia a vendere.
Per fortuna abbiamo trovato una gentile amica che è disposta a concederci un appezzamento da 2000 metri quadri in affitto, speriamo in una retta equa e solidale! Prosegue anche il censimento delle proprietà di famiglia, rinvenuti 5000 (?) metri quadri non molto distanti dal paese, terreno in pendenza ma non impossibile, prato circondato e condito da alberi sempreverdi e non, sembra la tela perfetta su cui dipingere un bel ritratto della permacoltura!
Ci sono anche altre possibilità ma da noi occorre tener conto degli animali selvatici (cinghiale su tutti) che possono assaltare coltivazioni anche a poca distanza dal paese.

Concludo con un in bocca la lupo al nostro amico Rainer che dalla Germania è venuto in Italia, sulla strada del suo sogno si è fermato in Alto Adige per ambientarsi un pò, speriamo arrivi presto a Pecora Nera!


19 Novembre Devis

capre & pecore

in Carnia iniziano a essere un problema prati e pascoli abbandonati perchè difficilmente raggiungibili con mezzi meccanici
Un terreno abbandonato viene ricoperto in pochi anni da rovi e sterpaglie, anche questa Natura ha di certo la sua dignità ma non è un bel vedere per il paesaggio e magari per il visitatore...

da tempo mi chiedo se non sia il caso di giocare un pò con capre e pecore, tanto per vedere come si fa... una piccola stalla in attesa di essere riutilizzata c'è, bisogna vedere però se le bestie senza recinto se ne stanno buone buone nei dintorni o scappano via lontano (ah.. se fosse possibile mettersi d'accordo tra uomini e animali...)

se qualcuno ha esperienza in merito ad allevamenti bradi scriva pure!

Clicca qui per vedere la stalla

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16 Ottobre Devis

perchè noi siamo delle Pecore Nere...

era l'autunno del 2004 quando assieme a Eros decisi che questo progetto un nome doveva pur avercelo.

fu un parto difficile, ma, col senno di poi, capisco che in quel nome su cui cadde la scelta c'era tutto l'anticonformismo che ci sentivamo addosso, c'era tutta la voglia di remare contro, ci sentivamo gli alternativi degli alternativi, agli antipodi di ogni logica, eravamo delle pecore nere!

Oggi leggo la definizione di "pecora nera" da Wikipedia e penso che alla fine non avremmo potuto scegliere nome più adatto...

Pecora Nera:
Presso gli allevatori di bestiame la lana bianca è considerata particolarmente pregevole, perché facile da colorare. Per non comprometterne la qualità, le pecore nere vengono generalmente trattate in maniera separata oppure escluse dalla tosatura. Negli allevamenti incentrati sulla produzione della lana, le pecore nere sono particolarmente mal accette; all'interno di un gregge composto per la maggioranza da capi di colore bianco, le pecore nere saltano subito all'occhio per via del contrasto: in un reale gregge di pecore bianche non è raro vedere un'unica pecora di colore nero. A questi motivi si aggiunge probabilmente una componente superstiziosa associata al colore nero (sfortuna nera).

Per associazione d'idee si definisce pecora nera della famiglia o di un gruppo di conoscenti un individuo che ha imboccato una cattiva strada o che non soddisfa le aspettative degli altri componenti.

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15 Ottobre Devis

ecovillaggio in Friuli

sabato abbiamo conosciuto alcuni rappresentanti del gruppo "ecovillaggio_fvg" che unisce alcuni friulani (e non) che sono interessati all'argomento.

è stata una bella scoperta, per entrambi, conoscere l'esistenza dell'altro, forse la nostra regione non è un deserto per quanto riguarda queste tematiche...

le prospettive per collaborare e per unire le nostre forze sono molto interessanti ma dobbiamo aspettare che entrambi i gruppi (pecora nera ed ecovillaggio_fvg) digeriscano bene gli stimoli derivati dall'incontro.

nel frattempo segnalo a tutti il loro ritrovo su yahoo, eccolo qui: http://it.groups.yahoo.com/group/ecovillaggio_fvg/


12 Ottobre Devis

Succo di mele...

di questi tempi in Carnia si fa il mosto, almeno così lo chiamano qui da noi, in realtà si tratta di succo di mele ottenuto macinando e "strizzando" le mele per estrarne il liquido.
Si faceva per usare le mele che avevano preso qualche botta e non si sarebbero conservate a lungo, l'abbiamo fatto per qualche anno io e i miei amici perchè mele sugli alberi che nessuno vuole ce n'è sempre. Se ben conservato (con un aiutino chimico...) rimane buono fino a Pasqua.
Quest'anno pare non si faccia, manca il tempo e con la grandine che c'è stata d'estate le mele sono poche e brutte.

Pubblico un collage delle foto dell'anno scorso, clicca qui


10 Ottobre Devis

the hermit's cabin

girovagando sul web alla ricerca di idee su come ristrutturare la casa nella quale mi voglio trasferire al più presto (clicca qui per vederla) mi sono imbattuto in un'azienda svedese, Arvesund.
Oltre a produrre arredo stile nordico ha ideato la "cabina dell'eremita", un rifugio in legno di circa quattro metri quadri.

Interessante lo stile minimalista, l'arredo e la stufa in dotazione... guardando queste foto mi sono ricordato dell'inverno e di quanto sia piacevole stare attorno al focolare quando fuori nevica....
Alcune di queste cabine sono state installate nei posti più impensabili (dalla foresta artica a Tokyo) e da quel che ho capito è possibile soggiornarvi per una notte, come un vero eremita!

L'indirizzo del sito è questo: http://www.arvesund.com (andate sulla sezione "small houses").

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05 Ottobre Devis

Il termine Ecovillaggio nell'immaginario colletivo

Nella sezione "Focus On" potete trovare una personale riflessione sulla percezione del termine "ecovillaggio" nell'immaginario collettivo e sulla necessità di trovare una definizione per iniziative intermedie che non hanno come obiettivo finale quello di creare una comunità.

Clicca qui per andare alla sezione dedicata


03 Ottobre Devis

foolishness

succede ogni tanto che mi porti dei pensieri appresso, pensieri che non riesco ad afferrare, poi scrivo una sciocchezza, ma non ho ancora capito, poi la rileggo, ci penso e alla fine so che il mio Io più nascosto mi ha lasciato un messaggio...

dio disse ad abramo: "abramo, ama il grano - lascia agli altri la grana e non usare le granate, così non avrai grane ma solo granaglie in quantità!"

Ho fatto scelte molto importanti per la mia vita dopo che questa sciocchezza mi è uscita dalla testa...


25 Settembre Devis

Grazie Aruba

Un grazie ad Aruba.it che ha deciso di ospitarmi nei suoi server, ora pecoranera.it è on-line ma rimarrà nascosto al pubblico per qualche giorno ancora, mentre versiamo nel blog un pò di contenuti.


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