chiodo fisso: «il più piccolo degli orti è esso stesso compendio dell’intero Pianeta, una metafora tessuta da fibre vegetali, terra e acqua che ci insegna un modo responsabile di vivere il palcoscenico più grande, quello fatto di fiumi, montagne, mari, pianure. L’orto dona una visione privilegiata a chi lo coltiva. Serenità e una spolverata di saggezza. Così percorriamo le geometrie di ortaggi e ne usciamo pronti per affrontare le noie quotidiane»
ULTIME NEWS
10 Maggio (varie) Devis
prossimi interventi:
sabato 12 maggio, ore 18.00 – presso la libreria Ubik di via Mercato Vecchio a Udine.0 commenti | Commenta questa notizia
01 Maggio (varie) Devis
prossime presentazioni
venerdì 4 maggio, ore 20.30 – presso l'Oratorio del Cristo a Udine per la manifestazione VicinoLontano.sabato 5 maggio, ore 16.00 – presso la libreria Ubik di Gorizia in concomitanza con la Notte Verde".
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30 Aprile (gli attrezzi del contadino) Devis
il pedalatore nottambulo
il ciclista di notte è un gatto nero, è un cattivo pensiero. E' una candela che si spegne piano in un mare di cera. Nel latte buio che gli si allarga tutt'attorno non ha che una speranza di salvezza: non smettere di pedalare.ogni minuto che passa è un minuto in meno che lo separa dall'alba, come un vampiro rifugge i raggi del sole egli tenta di scansare l'ultima ora della notte. Il ticchettio dell'orologio biologico si fa scostante, le lancette vorrebbero avanzare ma sono incerte: il tempo del sonno e della veglia è stato compresso e dilatato, piegato alle necessità tra il martello della volontà e l'incudine della coerenza.
quand'è stato il momento d'infilarsi nell'abitacolo di un'automobile e teletrasportarsi a casa, il folle s'è infilato gli scarpini ed è scivolato, neppure più ombra, lungo uno stradone di paese. Tanto la giornata era finita nella testa, tanto s'è dato in animo di vivere una piccola avventura.
Che cos'è peggio? Accettare un passaggio amico, cedere a più miti consigli, oppure violentare il proprio pendolo interiore? Il ciclista nottambulo scansa queste ed altre domande proprio come scarta invisibili rughe sull'asfalto.
quarantasei chilometri e un alito di vento contro, alito che somma a se stesso la forza che il ciclista mette per accelerare il rientro. Chilometri che si fanno frazioni di chilometri, prossime curve lungo cui scivolare, rettilinei da superare d'un fiato.
Il ciclista batte spesso queste strade alla luce del sole cosicché gli riesce facile spegnere il fanale e ripassare ciecamente il tragitto che ha compiuto altre cento volte. Ogni sfumatura della traversata è sua. Prende una direzione piuttosto che un'altra non a seconda del genio del momento ma ponderando ogni centimetro dell'aspro rientro.
Ce la farà? Non è questo il punto. Il ciclista nottambulo sa che la meta è immobile mentre inesorabile sarà la sua pigra avanzata, domina la paura, scansa la solitudine, rinuncia alle consolazioni radiofoniche. Canta al cielo e si sbraccia in immaginifici trionfi. La sua unica occupazione è pedalare con dignità, magari lento – alla luce dei parametri diurni, ma senza scomporsi mai. Egli mantiene quel portamento regale che gli è riconosciuto in da un'azione mai incerta.
e mentre assapora il significato ultimo della propria follia, quando è prossimo alla condizione umana più antica, quella di trovarsi soli di fronte alla cieca necessità, con nient'altro a disposizione che le proprie forze, ecco che balugina in lontananza il borgo patrio. I lampioni disegnano la via di casa ed è un attimo alzarsi sui pedali ed inseguire, e poi afferrare, e divorare l'ultima fatica. Per questa notte almeno.
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11 Aprile (l'orto) Devis
un'inondazione verticale
fuori piove, da otto mesi non scendeva a questo modo. Riconosco finalmente la mia terra umida e uggiosa. Ritrovare l'acqua è come tornare a casa dopo un lungo viaggio. Inutile dire quanto campi e boschi attendessero questo evento, ed io con loro.per quanto l'irrigazione da giardino con i suoi tubi gialli e le pistole a spruzzo possa darmi una mano, niente bagna la terra come le nubi che stancamente si dissolvono in una fitta inondazione verticale.
Questa pioggia mi da la misura dell'alienazione umana rispetto al pianeta. Si piange la mezza rovina di una vacanza pasquale mentre si dovrebbe gioire di quest'acqua che traina l'Italia settentrionale fuori da uno degli inverni più siccitosi dell'ultimo secolo.
No, non siamo ancora altro rispetto alla Terra. Se non fosse piovuto ci saremmo inevitabilmente lagnati delle conseguenze, avremmo tuonato contro il prezzo delle zucchine alle stelle.
nella stufa a legna vive ancora la fiamma, quando il sole non è nel cielo, è dentro il focolare. Da qui a poco uscirò per bagnarmi tutto, per raccogliere del radicchio, per sbirciare nella cesta delle galline se c'è qualche ovetto. Lascio le parole con le quali mi sono trattenuto finora e torno al nudo gesto, al mio mantra quotidiano – che inevitabilmente mi sembra un bene sempre più scarso in proporzione alle chiacchiere nelle quali mi dibatto!
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05 Aprile (varie) Devis
prossime presentazioni tra il 12 e il 15 aprile
- giovedì 12 aprile alle ore 18.00 presso la Libreria Cafe Gogol & Company in via Savona 101 a Milano
- sabato 14 aprile alle ore 20.30 presso la Piccola Fiera del Libro e dell'Arte a Morsano al Tagliamento (UD), sala principale della fiera
- domenica 15 aprile alle ore 18.00 presso Quartiere Latino Libri in via XI Febbraio, 34 a Conegliano (TV)
si, qualcuno si sta chiedendo: come farà con le coltivazioni? Non è facile rispettare il calendario agricolo stando fuori casa almeno due giorni a settimana. Fortuna che l'autunno scorso ho scelto di far arare, dopo quattro anni, i campi, cosicché oggi sono bell'e pronti solo da fresare col macinino disel e seminare. L'auto produzione non è dunque in pericolo, alla peggio avrò qualche eccedenza in meno - ma se si fa un lavoro non se ne può fare un altro!
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28 Marzo (varie) Devis
sabato, presentazione a Trieste
sabato 31 marzo, alle ore 18.00, presenterò il mio libro presso la libreria Feltrinelli in Via Giuseppe Mazzini, 39 a Trieste. Sarà presente anche Alessandro Mezzena Lona, giornalista de “Il Piccolo”.7 commenti | Commenta questa notizia
27 Marzo (varie) Devis
esperienze analoghe alla mia
per le richieste di ospitalità contadina che non riuscirò a soddisfare suggerisco fin da ora un'alternativa valida per entrare in contatto con singoli, famiglie o gruppi che portano avanti progetti simili al mio, a volte pure più completi ed interessanti!la WWOOF è una rete di aziende agricole di piccole e medie dimensioni, biologiche e biodinamiche e alcuni soci vivono delle loro coltivazioni e vendono i loro prodotti, mentre altri vogliono solamente essere autosufficienti, o semplicemente coltivare i propri ortaggi biologici.
tra queste vi suggerisco di cercare quelle più rustiche, che puntano sull'autosufficienza alimentare e poco altro, ce ne sono parecchie.
il sito dell'associazione dove trovate tutte le informazioni è wwoof.it
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