PECORA NERA E' un progetto per coltivare la terra insieme, collaborando con la natura e dividendo equamente il frutto del lavoro comune. Attualmente coltiviamo terreni per circa mezzo ettaro e la nostra direzione è raggiungere l'autosufficenza alimentare, così da ridurre la nostra impronta ecologica sul pianeta. Vogliamo coinvolgere altre persone nel nostro progetto, a diversi livelli di partecipazione, secondo le possibilità di ognuno.
ULTIME NEWS DAL PROGETTO
30 Gennaio (varie) Devis
prossima sgranatura mais
venerdì 5 e sabato 6 febbraio contiamo di completare il lavoro di sgranatura del mais, come descritto nell'intervento precedente.Dato che, via mail, non riuscirei comunque ad avvisare tutte le persone che volevano passare a trovarci lo faccio dal sito.
il lavoro non è faticoso e si svolge nella serra, quindi con qualsiasi condizione climatica. Sarà più che altro un'occasione di passare qualche ora in compagnia e chiaccerare un pò. Per chi vuole fermarsi a dormire un sacco a pelo e un po' di coraggio per affrontare i freddi risvegli carnici saranno sufficenti. Contatti via mail come al solito all'indirizzo info@progettopecoranera.it .
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29 Gennaio (gli attrezzi del contadino) Devis
un progresso senza controindicazioni
mentre il mondo taglia traguardi tecnologici ed economici incredibili (ironico) noi di pecora nera diveniamo archeologi di un passato recente, rispolverando mezzi e conoscenze tradizionali opportunamente mescolati alla nostra quotidianità.all'ora di pranzo Daniele è arrivato alla serra con il prezioso carico, un pezzo che qualche professore poco avveduto avrebbe certamente rinchiuso in un museo, non lui. Strappata all'oblio, la sgranatrice quasi sorrideva quando, a fatica, l'abbiamo scaricata dall'auto per posizionarla nella serra.
Sorrideva a quelle centinaia di pannocchie appese al vento che l'aspettavano da quasi tre mesi.
il tempo di prendervi confidenza ed eccola ingurgitare a folle velocità decine di spighe separandone chirurgicamente i grani dai tutoli (la parte centrale della spiga). Una diavoleria dannatamente efficente. La sgranatrice, azionata a braccia, con un prezioso effetto volano consente di svolgere in un poco tempo e senza fatica il lavoro che mani esperte e callose svolgerebbero in molti giorni.
Un vero esempio di tecnologia che diventa effettivamente progresso, progresso senza controindicazioni o effetti collaterali.
di seguito pubblico alcune immagni della giornata di lavoro:
1. Le pannocchie appese ai tiranti della serra;
2. Daniele da un'occhiata alle spighe per accertarsi che si siano seccate al meglio;
3. L'azionamento del macchinario diabolico;
4. Giovanni e l'oro di pecoranera.
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23 Gennaio (varie) Devis
un autore sconosciuto
non ho scritto nelle ultime due settimane perchè... non avevo niente da dire.il sole di gennaio ora batte forte e porta la promessa di una nuova primavera, una primavera lontana ma che riesco finalmente ad immaginare.
Negli ultimi giorni ho fatto nuovamente pellegrinaggio alla biblioteca in cerca di qualche autore che parlasse di Natura e di vita frugale, qualche scritto che potesse fornirmi nuovi elementi di vita vissuta e filosofia per comprendere meglio pecora nera.
In una curiosa antologia ho trovato pensieri e parole di un uomo vissuto qualche secolo fa. Scrissero di lui filosofi e studiosi, che raccolsero le sue memorie prima che venissero perdute con la sua morte, perchè quest'uomo non scrisse mai una parola in vita sua.
[egli] viveva nelle praterie, nelle montagne e nei deserti, ovunque potesse avere un cielo stellato come riparo per la notte. [egli] viveva libero ma fu definito selvaggio da gente che si credeva civile.
[egli] non pregava il Dio dei cristiani e, a quel tempo, ovvero qualche secolo fa, questo fatto gli provocò molte grane, inseguito com'era da predicatori di ogni sorta. [egli] non distingueva la materia dallo spirito e pregava con un occhio rivolto al Cielo e uno alla Madre Terra, tuttavia non bestemmiò mai il Dio dei cristiani.
ma questi predicatori, con il pretesto di riportarlo alla civiltà, davano la caccia alla sua immensa ricchezza. Può sembrare curioso ma [egli] possedeva mandrie sterminate che pascolava su una terra estesa oltre molti orizzonti. Ed era una terra generosa che alla bisogna si prestava ad essere coltivata con molte piante tra le più generose che c'erano a quei tempi sui continenti. Non di meno, nei suoi possedimenti, c'erano oro e argento in abbondanza, ma [egli] non si dette mai pena per possederli, cosicchè i predicatori ebbero un motivo in più per definirlo selvaggio.
più che il metallo prezioso, [egli] teneva in maggior considerazione, le grandi foreste e i fiumi che disegnavano la sua terra. Viveva una vita semplice e libera dall'ansia di accumulare ricchezza, nella giornata poche erano le ore dedicate al lavoro e spesso il lavoro e il tempo libero si confondevano in quella che era semplicemente vita. Dedicava molto tempo a contemplare la Natura e forse, arrivò a comprenderne il mistero, senza mai esprimerlo in parole o numeri, come facevano altri uomini del suo tempo.
[egli] non era un solitario, tutt'altro, amava vivere in gradi famiglie composte da cinquanta o forse cento persone. In verità le sue immense ricchezze appartenevano a tutta la famiglia. Con i fratelli non divideva le bestie, gli alberi o la terra per diritto di proprietà ma per necessità comune e, credetemi, non lesse mai Marx.
La convivenza in famiglia non poggiava su leggi ma su consuetudini, nessuno, lui meno di tutti, si dava pena per comandare. Quel poco che c'era da decidere lo decidevano gli anziani.
[egli] sopportava bene il freddo pur non avendo peli sul corpo, aveva denti bianchi e forti, era alto ma di raffinata costituzione, gli occhi neri e profondi.
[egli] un giorno conobbe delle curiose persone che avevano viaggiato molto per arrivare fino a lui. Erano persone con una strana luce negli occhi e senza pace nell'anima, li invitò presso la sua casa e offrì loro cibo e riparo. [egli] non poteva immaginare che quelle stesse persone lo avrebbero presto pugnalato alle spalle e scacciato come una bestia, e che avrebbero distrutto la sua terra selvaggia fondando una nazione chiamata America.
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06 Gennaio (varie) Devis
un pomeriggio follemente lento
stamattina le nuvole color ghiaccio non promettevano nulla di buono. La lista dei lavori alla casa di legno si sta esaurendo, la canna fumaria modificata come lo scarico di un motorino ora tira fumo a meraviglia, il nuovo collegamento all'acquedotto mi consente di chiudere l'acqua in due semplici mosse evitando che geli la notte, la veranda è completata e la camera da letto isolata dal resto della casa mi regala due gradi di calore in più al risveglio.Se i magazzini edili si degnassero di riaprire a festività concluse avrei acquistato anche il raccordo a T per completare il sistema di riscaldamento dell'acqua calda. Nel frattempo prendo a prestito ancora alcune docce a casa dei miei genitori.
il gelo mi costringe alla lettura e, ancora intontio dalle visioni dell'utlimo romanzo, nel pomeriggo mi sono messo in cammino alla volta della biblioteca. A piedi e in cerca di un libro da leggere. Due moderne follie. Mente percorrevo i dodici chilometri che separano casa mia dalla biblioteca pensavo a come, nell'intera Carnia, fossi a conoscenza di un solo un uomo famoso per i suoi peregrinaggi a piedi; un uomo noto come folle.
a destinazione ho rintracciato un libro di Mauro Corona, nella definizione che da di se stesso: alpinista, scultotore e scalatore. Per quel che ne so un eccentrico montanaro dedito al vino che non mi aveva mai convinto del tutto; qualche giorno fa l'ho sentito profetizzare in un'intervista televisiva: "solo la fame rende l'uomo ecologico" e "la vita è come una scultura, devi togliere per apprezzare, il di più ti nausea", è stato un colpo di fulmine. (qui il link).
sono salito sulla corriera verso casa affondando immediatamente nella lettura. Il pensiero fisso in mente che un pomeriggio così follemente “lento” se lo può concedere più facilmente un vagabondo che un affermato professionista.
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18 Dicembre (varie) Devis
comunicazione di servizio
i venditori di pillole blu stanno assalendo la sezione commenti di questo blog. La mia carriera informatica è finita da tempo ed è al momento non ho ricordo alcuno di come maneggiare il sito. Sono solo riuscito a bloccare momentaneamente la possibilità di commentare le notizie.al momento le mie attenzioni sono tutte per i lavori alla casa di legno, soprattutto per i dieci gradi sottozero di stamattina. Spero che l'attività di sopravvivere al gelo mi lasci una tregua per poter risolvere il problema...
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11 Dicembre (l'orto) Devis
l'assedio del cibo / 1
quando i progetti prendono forma l'ideale entra in circolo nel sangue. Due anni fa, quando avevo ancora un lavoro ufficiale, un mio collega stava per gettare nell'immondizia un mezzo panino che l'aveva saziato. Sgranai gli occhi e mi proposi di getto per ingoiarlo al posto del cestino.il cibo è sacro perchè è vita. Il cibo è piacere. E' bene che saggiamente, ogni persona prenda dal cibo molta vita e un po' di piacere.
quando entro in un ipermercato mi gira la testa, com'è possibile che abbiamo bisogno di così tanti cibi diversi e luccicanti? La varietà è bella, mi si risponderà. No, è il cibo che, trattato solo come piacere, è vuoto di significato e ci annoia.
la domenica pranzo da mia zia. Lei mi vuole molto bene e mi prepara deliziosi manicaretti. Prepara molte portate abbondanti. Io la prego e mi invento diversi stratagemmi per avere una sola pietanza. Lei fatica ma si adatta e cerca di comprendere. Quando mi chiede cosa mangerò l'indomani e invariabilmente si sente nominare gli stessi quattro protagonisti della mia dieta strabuzza gli occhi e apre l'armadio delle meraviglie per mettermi in saccoccia qualche prelibatezza.
c'è un amico che ama cenare con me, il piacere è reciproco. Ma se s'inventa di portarmi qualcosa di pronto perchè si sente in obbligo io mi produco in vari stratagemmi per deviare la proposta.
mia madre è in ansia per me, perchè, come tutte le madri, mi vede magro e debilitato. Inputa il mio stato precario a quegli alimenti privi di sostanza di cui mi nutro, non considerando quanto corro, pedalo e lavoro nei campi senza la minima fatica. Passo a casa e trovo in agguato dolci di vario genere, colpito al fianco cedo e vado via con un peso sulla coscenza.
il cibo mi assedia. E io mi rintano nella casetta di legno. Perchè il mio Cibo ha la C maiuscola è non m'importa se non è vario, gustoso o ricco quanto quello dell'ipermercato. E' un cibo che ha significato e questo è il più grande piacere che posso mettere in tavola.
Non sono frottole quelle che vi racconto; certo, anche a me ogni tanto piace un sapore diverso e non disdegno di bere il vino e mangiare qualche boccone in più del necessario. Ma per la gran parte dei giorni della mia vita voglio essere lasciato al mio cibo con la C maiuscola.
era da molto che volevo esprimere queste sensazioni. Forse il fatto che si avvicina il grasso Natale e questo servizio di Report segnalatomi da un amico mi hanno convinto. Buon appetito!
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04 Dicembre (gli attrezzi del contadino) Devis
vinto dagli elementi
qualche giorno fa. Scendo dal letto, la temperatura in casa non è delle migliori (8°C) ma ho vissuto risvegli più difficili. Fuori piove, a tratti diluvia. Il tempo matto ha imbastito un temporale che durerà per ore.è una giornata da passare in casa ad affettare, pulire e cucinar le zucche. Provo ad accendere il fuoco e vengo affumicato all'istante, la canna fumaria è da pulire. Insisto per un po' con porte e finestre spalancate e alla fine va. Recuperata qualche zucca rientro e mi trovo di fronte un muro di fumo, l'aria fredda da nord ha fregato lo scirocco. Impreco al vento mentre giro il terminale della canna fumaria.
la giornata sembra migliorare quando, nel tardo pomeriggio, la batteria al gel mi abbandona, d'altronde, dopo due settimane di cielo coperto l'impianto solare è alla frutta. Sono al buio. Accendo una candela.
mentre la cucina a legna mi affumica lentamente mi stendo sul divano. Penso al boiler a legna che dovrei comperare ma non trovo più da nessuna parte. Penso che fra un po' dovrò cominciare a chiudere l'acqua la sera altrimenti gela. Penso che questo è solo un assaggio dell'inverno che mi aspetta. Faccio l'elenco dei lavori da fare in casa. Steso sul divano, vinto dagli elementi, sono al colmo della disperazione. Mi sento un po' Ernesto, steso li al buio con la casa impolverata e fumosa.
steso li al buio immagino un amico che mi tende la mano con affetto: “che fai la intirizzito ed affumicato?” "Nella tua vita di “prima” uscivi la mattina e andavi in ufficio e non dovevi argomentare ogni giorno le tue scelte. Abitavi una Casa con la C maiuscola, con tutti i conforti, e se avessi dovuto metter mano all'impianto di riscaldamento un tecnico sarebbe venuto in tuo soccorso. Non ti saresti dovuto arrabattare in soluzioni tecniche che la civiltà si sta lasciando alle spalle".
ci sono migliaia di scaldacqua elettrici o a gas, solo a legna non ne fanno quasi più. Un impianto fotovoltaico da 3Kw te lo finanzia lo Stato, ma se vuoi un piccolo pannello con una batteria devi pagartelo fino all'ultimo euro.
la fatica del remare contro mi lascia inerte sul divano per il resto della serata. Aspetterò che il temporale cessi, aspetterò che il sole di domani mi regali qualche watt, aspetterò che la voglia di remare torni.
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