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Il termine "ecovillaggio" e l'immaginario collettivo

Da tempo rifletto sulle reazioni suscitate nell’immaginario comune dal termine “ecovillaggio”.
Vorrei aprire qui una piccola riflessione su cosa questo termine comporta iniziando dalla definizione data dallo stesso GEN (Global Ecovillage Network) a Snyder nel 1999:
"Gli ecovillaggi sono piccole comunità rurali o urbane che integrano una struttura sociale basata sulla solidarietà con attività pratiche legate alla progettazione ecologica”

Molte persone che sono venute in contatto con Pecora Nera mi hanno trasmesso la sensazione che chi si avvicina al mondo degli ecovillaggi si trovi in difficoltà nell’intraprendere la sua iniziativa proprio per il difficile confronto tra i propri mezzi e l’obiettivo finale cui si aspira.
Ecovillaggio è sinonimo di un gruppo consolidato (una decina di membri), di case isolate nel cuore della campagna, di abilità e organizzazione atte di soddisfare gran parte dei bisogni primari.
Di fronte a questa percezione molti si trovano in difficoltà perchè per approdare ad un risultato del genere richiede grande forza interiore, la condivisione con altre persone e mezzi economici che non tutti possiedono.
Ed allora come si definisce una famiglia che coltiva un appezzamento di qualche centinaio di metri quadri soddisfando buona parte del proprio fabbisogno alimentare, che si è dotata di pannelli solari temici e fotovoltaici e più in generale è sensibile a iniziative socio-ambientali?
Non rientra di certo nella percezione comune di ecovillaggio, ma è sicuramente un’iniziativa di rilievo che può diventare una proposta concreta per molte altre persone.

C’è bisogno in un termine per definire quello che sta fra la società e gli ecovillaggi, un termine che definisca un gruppo o un singolo che si impegnano a coltivare la terra, ad utilizzare energie rinnovabili per ridurre la propria “impronta ecologica” e a sensibilizzare la collettività sulle tematiche socio-ambientali.
Un termine che funga da ponte e che porti agli ecovillaggi ma non solo. Un termine che, a mio avviso, consenta a molte altre persone di avvicinarsi a questo mondo.

E’ aperta la discussione, pubblicherò sul blog gli aggiornamenti sulla mia proposta. Per condividere le vostre opinioni scrivete a devis@progettopecoranera.it e mi curerò di pubblicarle nella sezione dedicata.
Devis

chiodo fisso: «il più piccolo degli orti è esso stesso compendio dell’intero Pianeta, una metafora tessuta da fibre vegetali, terra e acqua che ci insegna un modo responsabile di vivere il palcoscenico più grande, quello fatto di fiumi, montagne, mari, pianure. L’orto dona una visione privilegiata a chi lo coltiva. Serenità e una spolverata di saggezza. Così percorriamo le geometrie di ortaggi e ne usciamo pronti per affrontare le noie quotidiane»

VISITARE PECORA NERA

Non è difficile! Ma di certo non si può fare tutto l'anno perché amiamo la convivialità ma abbiamo pur sempre bisogno dei nostri (lunghi) momenti di silenzio. A chi ci scrive una mail per un primo contatto diciamo sempre di consultare di tanto in tanto il sito web. Pubblichiamo per tempo un avviso quando si presenta l'occasione buona per passare qualche giorno in compagnia.

Visita breve
E' un incontro che di solito si tiene nel fine settimana. Cerchiamo di riunire più ospiti in una sola volta per creare qualche strano incrocio di destini tra chi ci viene a trovare e per non rispondere dieci volte alle stesse domande!
Decidiamo la data e pubblichiamo l'annuncio sul sito web. Per chi viene da lontano e per chi vuole fermarsi a dormire abbiamo alcuni posti letto. Di solito si chiacchiera ma può scapparci anche qualche faticata!

Scambio lavoro-ospitalità
Nei momenti della stagione in cui il lavoro agricolo è più intenso ci serve una mano! Allora potete venire a trovarci per qualche giorno, magari anche per un'intera settimana.
Dormite nella piccola casetta di legno che vedete nelle foto e che ora è adibita a mensa, salotto e casa degli ospiti. Ci sono tre posti letto e un divano per l'ultimo arrivato!
C'è la cucina a legna, il fornello a gas e l'occorrente per cucinare. C'è un wc vero ma con poca privacy e una compost toilette da raggiungere facendo quattro passi. La doccia si fa accendendo il fuoco nel boiler a legna.
Si lavora duro la mattina e se ne avete voglia anche al pomeriggio. Generalmente si pranza assieme mentre la cena è libera. Il vitto viene dalle cose dell'orto, dalla cesta dove fanno l'uovo le galline e dalle scorte. Il tutto è integrato da qualcosa che comperiamo specie per la prima colazione o per toglierci qualche sfizio. Si mangia vegetariano ma non vi farermo il lavaggio del cervello.
Portate con voi un paio di guanti, un paio di stivali o di scarponi e un sacco a pelo. E tanta voglia naturalmente!

Calendario accoglienza:

  • Tra marzo e maggio: piantumazioni di alberi da frutto, semina delle patate, del mais e dei fagioli, trapianto e cura dei pomodori nella serra, lavoretti nell'orto e nel pollaio.
  • Tra fine agosto e settembre: raccolta delle patate e dei fagioli, semina dei cereali,raccolta e lavorazione della legna da ardere per l'inverno.

©2007 Progetto Pecora Nera